Hockey su ghiaccio – Le origini formiane di Brian Gionta, capitano olimpico degli Stati Uniti

La vicenda dei Gionta, iniziata a Formia nel 1889, attraversa 3 generazioni e si traduce in una storia di emigrazione, integrazione e successo

Vincenzo Gionta e Civitia Purificato sono le radici italiane del ramo paterno di Brian Gionta. La loro storia affonda a Formia, nel Golfo di Gaeta, in un contesto di fine Ottocento segnato dall’emigrazione e da reti familiari solide, capaci di sostenere interi nuclei anche a migliaia di chilometri di distanza. Da questo ambiente nasce Salvatore Gionta, venuto al mondo a Formia nel 1889. Ancora giovanissimo, Salvatore lascia l’Italia e attraversa l’Atlantico: nel 1907 arriva negli Stati Uniti con la nave Brasile e, sul manifesto di Ellis Island, indica come destinazione Rochester, nello Stato di New York, dichiarando di raggiungere il cugino Filippo Purificato.

Stabilitosi a Rochester, Salvatore costruisce qui la propria vita americana. Nel 1916 si sposa con Mary (1901–1966). Salvatore muore nel 1964. Da questa unione nasce Sylvester B. Gionta, che rappresenta la prima generazione della famiglia cresciuta interamente negli Stati Uniti e il vero ponte tra l’esperienza migratoria e la piena integrazione americana.

Sylvester B. Gionta, nato il 30 giugno 1922, appartiene alla generazione chiamata a confrontarsi direttamente con la storia del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale presta servizio nell’Esercito degli Stati Uniti, inquadrato con il grado di Technician Third Grade (TEC 3), operando nel teatro europeo delle operazioni. Conclusa la guerra, rientra a Rochester e intraprende una carriera alla General Motors. Sposato con Antoinette, costruisce una famiglia numerosa e profondamente radicata nel territorio di Gates–Rochester.

È in questo contesto che nasce e cresce la generazione successiva. Brian Joseph Gionta viene al mondo a Rochester il 18 gennaio 1979, figlio di Sam e Penny Gionta. All’interno della famiglia, l’hockey su ghiaccio diventa un tratto identitario: Brian e il fratello Stephen Gionta, che ha giocato nel massimo campionato nordamericano con i New Jersey Devils e i New York Islanders.

Brian Gionta avvia la propria carriera professionistica nel 2001 nel massimo campionato di hockey su ghiaccio del Nord America, la National Hockey League (NHL), considerata la lega più importante e competitiva al mondo per questo sport, esordendo con i New Jersey Devils. Nel corso degli anni disputa 16 stagioni ai massimi livelli. Con il New Jersey conquista la Stanley Cup nel 2003, il trofeo più prestigioso dell’hockey professionistico. Nel prosieguo della carriera diventa capitano dei Montréal Canadiens e successivamente dei Buffalo Sabres, ruolo che ne certifica le qualità di leadership e il peso all’interno degli spogliatoi.

Brian Gionta aveva già rappresentato gli Stati Uniti ai Giochi olimpici invernali di Torino 2006, tornando dodici anni più tardi sulla scena olimpica come capitano della nazionale alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Per poter partecipare ai Giochi del 2018 decide di rimandare la firma con una squadra NHL durante la free agency dell’estate precedente. Dopo l’eliminazione olimpica, il 25 febbraio 2018, torna nel massimo campionato nordamericano per la sua sedicesima stagione, firmando un contratto annuale da 700.000 dollari con i Boston Bruins. Al momento del rientro in NHL con Boston, il suo bilancio complessivo è di 289 gol e 588 punti in 1.006 partite di stagione regolare, numeri che raccontano una carriera costruita sulla continuità, sull’affidabilità e sul senso di responsabilità.

Conclusa l’attività agonistica, Brian Gionta avvia un nuovo percorso all’interno dell’hockey, dedicandosi allo sviluppo dei giocatori e all’attività tecnica, mantenendo uno stretto legame con l’area di Rochester, dove la sua storia familiare aveva messo radici oltre un secolo prima. La vicenda dei Gionta, iniziata a Formia nel 1889 con la nascita di Salvatore, attraversa così tre generazioni e si traduce in una storia di emigrazione, integrazione e successo sportivo che collega il Golfo di Gaeta ai vertici dello sport mondiale.

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