“Giornate di storia del Lazio meridionale”, domenica il convegno a Sezze

L'evento si propone di esplorare vari aspetti della vita e delle trasformazioni avvenute nei territori montuosi dei Lepini

Il 15 settembre, presso l’Auditorium San Michele Arcangelo di Sezze a partire dalle 9:30 del mattino e presumibilmente fino alle 19, si terrà la seconda edizione delle “Giornate di Storia del Lazio Meridionale”, un appuntamento imperdibile per studiosi e appassionati di storia locale. Questa edizione, focalizzata sugli “Insediamenti medievali sui Lepini occidentali”, rappresenta un’importante occasione per approfondire la conoscenza del territorio e delle sue evoluzioni storiche durante il Medioevo. L’evento, organizzato grazie alla collaborazione tra il MiC (Ministero della Cultura), la Compagnia dei Lepini, l’ISALM (Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale), il Comune di Sezze il Centro di studi internazionali G. Ermini di Ferentino, la Fondazione Roffredo Caetani e la Società romana di storia patria, si propone di esplorare vari aspetti della vita e delle trasformazioni avvenute nei territori montuosi dei Lepini, con particolare attenzione alla zona centro-occidentale. La giornata sarà divisa in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, per un totale di sei ore di interventi che coinvolgeranno storici, archeologi e studiosi di varie discipline.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, e dell’Assessore alla Cultura, Michela Capuccilli, e del presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti, seguiti dall’introduzione di Gioacchino Giammaria, Presidente dell’ISALM, e Luigi Zaccheo, storico di fama locale che coordinerà i lavori. Tra i relatori Giovanni Barco, che offrirà un approfondimento sul “territorio montuoso lepino centro-occidentale”, un’area di grande rilevanza storica e paesaggistica. Seguirà Maria Teresa Caciorgna, che analizzerà il tessuto sociale e istituzionale della Sezze medievale, e Giovanni Pesiri, che esaminerà la tradizione statutaria della città. Un’altra relazione di particolare interesse sarà quella di Barbara Frateschi ed Elide Rosella, che tratteranno l’igiene pubblica e le problematiche ambientali nei statuti medievali di Sezze, temi di sorprendente attualità nonostante la distanza temporale. A seguire ci sarà l’intervento di Maria Elisa Spirito e Stefania Giovanna Valleriani, che ci condurranno alla scoperta delle feste e tradizioni di Sezze, svelando il ruolo centrale che queste hanno avuto nel rafforzamento dell’identità comunitaria nel corso dei secoli.

Emanuele Gallotta e Sofia Greci presenteranno le nuove acquisizioni documentarie e i risultati delle campagne di rilievo presso la chiesa di Santa Maria a Sezze, gettando nuova luce su una delle istituzioni religiose più antiche e significative della zona, mentre Walter Angelelli si concentrerà sulla figura di Giovanni da Gaeta e la celebre tavola del Redentore di Sezze, Clemente Ciammaruconi affronterà il tema degli insediamenti castellari scomparsi, con un focus particolare su Acquapuzza e Trevi e non mancheranno approfondimenti sulla pittrice Maria Barosso e il suo influsso sulle rappresentazioni di Ninfa e sugli studi legati ai dipinti del Quattrocento. “Questo importante evento – ha spiegato il presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti – offre una straordinaria opportunità per esplorare e riscoprire le radici medievali del nostro territorio. L’incontro rappresenta un ponte tra passato e presente, mettendo in luce l’importanza della conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale che abbiamo intorno a noi. L’evento è aperto a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza storica dei Monti Lepini, un’area che rivela un fascino e una complessità unici”. Anche il presidente dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale, Gioacchino Giammaria, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, affermando: “Il convegno di Sezze assume una rilevanza centrale nel progetto di studio che stiamo portando avanti, perché la storia di Sezze è diventata importante per il ruolo diocesano e per diverse iniziative medievali che la città ha vissuto nella sua storia. Il prossimo anno il progetto si concluderà con la pubblicazione degli atti del congresso, un’azione importante come lo è stato in occasione del primo convegno organizzato a Cori”.

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