La sicurezza delle cure non riguarda soltanto ciò che accade in ospedale o durante una visita medica. È un principio che accompagna la persona lungo l’intero percorso di salute, dalla prevenzione alla diagnosi, dalle terapie alla gestione quotidiana delle patologie croniche. È questo il messaggio al centro dell’Ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, che si celebra il 17 settembre, in concomitanza con il World Patient Safety Day promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità.
La Giornata è stata istituita in Italia nel 2019 e punta a richiamare l’attenzione sull’importanza di prevenire i rischi e migliorare costantemente la qualità dell’assistenza. La sicurezza delle cure, infatti, è riconosciuta come parte integrante del diritto alla salute dalla Legge 24/2017.
Per l’edizione 2026 l’OMS ha scelto un tema particolarmente legato alla vita quotidiana: “Sicurezza delle cure per le malattie non trasmissibili”, accompagnato dallo slogan “Cure sicure per tutta la vita!”. L’obiettivo è porre l’accento su quelle patologie che non si trasmettono da persona a persona, ma che possono accompagnare l’individuo per periodi molto lunghi e richiedere controlli, terapie e assistenza continuativi.
Nel gruppo rientrano, tra le altre, malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie croniche, diabete, malattie renali e disturbi della salute mentale. Situazioni diverse tra loro, ma accomunate dalla necessità di costruire nel tempo percorsi di cura attenti e sicuri.
La sicurezza, quindi, parte anche dalla prevenzione. Corretti stili di vita, attenzione ai fattori di rischio e consapevolezza della propria condizione possono affiancare il lavoro dei professionisti sanitari. Allo stesso tempo, diventano fondamentali la sicurezza nella diagnosi e nell’uso dei farmaci, così come la capacità del paziente e di chi lo assiste di comprendere la malattia e partecipare alle decisioni sul percorso di cura.