Giornata della Memoria, una Medaglia d’onore ad Aprilia

Alla cerimonia ha partecipato anche il Prefetto Vincenza Filippi, membro della Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia

Si arruolò ad appena venti anni passando per la leva obbligatoria nel 1938, ma fu trattenuto alle armi per combattere su uno dei fronti aperti durante la seconda guerra mondiale, rifiutandosi successivamente alla firma dell’Armistizio di combattere per il regime nazifascista. Ad ottenere il riconoscimento nel giorno della memoria delle vittime della Shoah è stato Umberto Menghi, padre dell’ex presidente del comitato di quartiere Fossignano, Fabrizio. Apriliano d’adozione.

Un momento di profondo ricordo e riflessione, al quale ha partecipato il Prefetto Vincenza Filippi, membro della Commissione Straordinaria, presente alla cerimonia di consegna della Medaglia d’Onore concessa ai cittadini italiani, militari e civili, o ai familiari dei deceduti, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Il prezioso riconoscimento, conferito dal Presidente della Repubblica, alla memoria di
Umberto Menghi, bersagliere dell’11° reggimento, è stato ritirato dal figlio, Fabrizio
Menghi, oggi cittadino di Aprilia, nel corso di una partecipata e intensa cerimonia
organizzata dalla Prefettura di Latina presso il Teatro Ponchielli. La cerimonia si è svolta alla presenza delle Autorità civili e militari, delle Istituzioni scolastiche e in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Alessandro Volta” di Latina, attraverso momenti dall’alta valenza simbolica finalizzata a onorare la memoria delle vittime della Shoah e della 2° Guerra Mondiale.
Umberto, militare internato, fu arrestato dalle truppe tedesche in Croazia, deportato ed internato nel campo di concentramento di Memel in Lituania come “Internato Militare Italiano” (IMI),
perdendo lo status di prigioniero di guerra e subendo condizioni disumane di lavoro
coatto, fame e freddo. Fu liberato l’8 maggio del 1945.

La storia
Chiamato alle armi, il 28 marzo 1938. Il 29 Maggio 1938 fu assegnato all’11° Reggimento Bersaglieri , di stanza a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. All’interno del reggimento prestò servizio nella 2ª Compagnia e raggiunse il grado di Caporale nel marzo del 1939.
Nel Settembre del 1939 venne trattenuto alle armi. Il suo impiego operativo lo vide nelle campagne di guerra alla frontiera italo -jugoslava dal 6 aprile 1941 e ha partecipato in operazioni di guerra tra il 1941 e il 1943 sempre con l’11° Reggimento Bersaglieri.

All’indomani dell’annuncio dell’armistizio, Il 9 Settembre del 1943 fu catturato dalle truppe tedesche in Croazia, lo stesso giorno tutti i membri dell’11° Reggimento Bersaglieri furono disarmati e catturati dalle forze armate tedesche in Croazia.

La condizione di prigioniero di Umberto Menghi è durata ufficialmente dal 9 settembre 1943 all’8 maggio 1945. Durante questo periodo fu prigioniero in Lituania , allora parte dei territori occupati della Prussia Orientale, per essere impiegato nel lavoro coatto im condizioni disumane. Come molti altri I.M.I. (Internati Mlilitari Italoani) dopo la fine delle ostilità con la Germania (8 maggio 1945) Umberto Menghi venne liberato dalla prigionia.
Dopo la liberazione non rientrò immediatamente in patria, ma fu trattenuto dalle Forze Armate Alleate per altri 7 mesi ottenendo l’effettivo rimpatrio solo il 25 novembre 1945 .

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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