Giornalismo e Intelligenza Artificiale: a Gaeta il confronto su etica, trasparenza e futuro dell’informazione

Esperti a Palazzo De Vio per riflettere sull’impatto dell’IA nel lavoro delle redazioni e nella comunicazione

Come cambia il giornalismo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale? E soprattutto: come si difendono credibilità, verifica delle fonti e centralità della persona in un’informazione sempre più attraversata dagli algoritmi? Sono alcune delle domande al centro dell’incontro formativo in programma mercoledì 20 maggio a Gaeta, dedicato al rapporto tra IA, comunicazione e deontologia professionale.

L’appuntamento, ospitato a Palazzo De Vio dalle 9.30 alle 13.30, prende il titolo di “Custodire voci e volti umani. L’impatto dell’I.A. sul lavoro e la deontologia delle giornaliste e dei giornalisti” e nasce come occasione di approfondimento sui temi lanciati da Papa Leone XIV nel Messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Al centro della riflessione ci sarà il modo in cui le nuove tecnologie stanno modificando non soltanto il linguaggio dell’informazione, ma anche il rapporto tra giornalisti, pubblico e verità dei contenuti. Un cambiamento che, secondo il Pontefice, impone una nuova responsabilità culturale e professionale.

Nel messaggio richiamato durante l’iniziativa, Papa Leone XIV mette in guardia dal rischio di una comunicazione guidata esclusivamente dagli algoritmi e dalla ricerca del coinvolgimento sui social network, evidenziando come questo meccanismo possa indebolire la capacità critica, aumentare la polarizzazione e ridurre la profondità dell’analisi.

Un richiamo che tocca direttamente anche il lavoro giornalistico. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle redazioni, infatti, apre interrogativi sempre più attuali sulla trasparenza dei contenuti, sulla verifica delle informazioni e sull’obbligo di dichiarare quando testi, immagini o audio siano stati generati o modificati attraverso strumenti artificiali.

Temi che trovano oggi spazio anche nel nuovo Codice Deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, che richiama la necessità di un uso “consapevole” dell’IA e ribadisce l’obbligo di controllo delle fonti e della veridicità dei dati utilizzati.

Secondo gli organizzatori, il confronto di Gaeta vuole rappresentare non soltanto un momento tecnico di aggiornamento professionale, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo pubblico dell’informazione in una fase storica segnata dalla velocità digitale e dalla crescente diffusione di contenuti automatizzati.

Ad aprire la mattinata saranno don Antonio Centola, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Gaeta, l’arcivescovo monsignor Luigi Vari, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo, don Alessandro Paone e Maurizio Di Schino, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana del Lazio.

Tra i relatori attesi figurano Alessandro Gisotti, vice direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, il docente universitario Francesco Iacoviello, Annamaria Graziano del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, insieme ai giornalisti Massimiliano Cochi, Alessandra Aprile, Costantino Coros e allo stesso Maurizio Di Schino.

L’obiettivo condiviso resta quello indicato dal titolo dell’incontro: mantenere centrale la dimensione umana dell’informazione anche nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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