Una medaglia d’oro che arriva dopo quasi quattro decenni e che, guardando bene tra le maglie azzurre e dietro le quinte della manifestazione, racconta anche una storia pontina. È quella scritta dalla Nazionale italiana femminile di pallamano ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, capace di superare la Tunisia in finale e tornare sul gradino più alto del podio a 39 anni dall’ultima volta.
Tra le protagoniste del successo c’è Ramona Manojlovic, giocatrice originaria di Fondi e ormai stabilmente inserita tra le figure di riferimento della pallamano italiana. Ma il territorio della provincia di Latina è stato rappresentato anche fuori dal campo.
La voce che ha accompagnato le partite della pallamano a Taranto è stata infatti quella di Giuseppe Baratta, speaker e giornalista pontino, mentre nella delegazione azzurra era presente anche Giovanni Fontana, avvocato di Sezze che da anni collabora con la Federazione Italiana Giuoco Handball.
E c’è un ulteriore filo che lega il trionfo azzurro alla provincia di Latina. Nel gruppo italiano, oltre a Manojlovic, c’erano Eleonora Colloredo, Rocio Squizziato e Bianca Barbosu, tutte con un passato nel Pontinia, dove hanno militato in Serie A1.
È dunque un successo che, oltre al valore sportivo, restituisce anche la fotografia di quanto il movimento della pallamano pontino abbia contribuito negli anni alla crescita del settore.
Baratta ha vissuto la competizione da una posizione privilegiata: per undici giorni ha seguito entrambe le competizioni, maschile e femminile, raccontando 38 incontri tra Fasano e Conversano. Un lavoro cominciato con le prime partite e concluso con la finale che ha consegnato all’Italia il titolo.
«Quella con la Tunisia è stata una finale straordinaria», racconta Baratta, che ha sottolineato anche il ruolo avuto dal pubblico: «È stato davvero protagonista, spingendo con grande passione le azzurre verso la conquista della medaglia d’oro».
Per lo speaker pontino si è trattato della seconda esperienza ai Giochi del Mediterraneo, dopo quella di Pescara 2015, ma anche dell’ennesima tappa di un percorso professionale costruito attraverso i grandi eventi sportivi. Nel suo curriculum figurano sette Campionati del Mondo nelle discipline della pallavolo, del beach volley e del beach tennis, diversi Europei e le Universiadi di Napoli 2019, dove con l’Italia arrivarono un oro e un argento.
«Far parte di un evento di questo livello rappresenta per me un motivo di grande soddisfazione e un’ulteriore importante esperienza nel mio percorso professionale», spiega.
A Taranto, inoltre, Baratta ha avuto modo di ritrovare una manifestazione che conosce già, ma soprattutto di assistere e raccontare un risultato che mancava da troppo tempo alla pallamano femminile italiana.
Il filo conduttore resta però il territorio. Fondi, Sezze e Pontinia sono entrati, in modi diversi, nella storia di questa medaglia. Manojlovic direttamente in campo, Fontana all’interno della spedizione e Baratta attraverso la sua voce. A loro si aggiunge il legame costruito negli anni dal Pontinia con alcune delle giocatrici protagoniste dell’impresa.
Così, mentre a Taranto l’Italia festeggiava il ritorno sul tetto del Mediterraneo, dalla provincia di Latina arrivava una presenza tutt’altro che marginale. Un piccolo territorio dentro una grande pagina della pallamano azzurra.