Fondi – Intervista ai candidati sindaco, De Parolis: “I giovani devono essere protagonisti”

Il 24 e 25 maggio si vota in città per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Sono 5 i candidati: li abbiamo incontrati

C’è un solo Comune al voto in questa tornata in provincia di Latina e questo è Fondi. Dopo la scelta del primo cittadino uscente Beniamino Maschietto di non ricandidarsi si è accesa la bagarre per prenderne il posto. Il centrodestra non si presenta unito, mentre sembrano compatte la coalizione civica e quella progressista.

Abbiamo voluto incontrare i cinque esponenti che ambiscono a ricoprire il ruolo di primo cittadino e, ponendo loro domande analoghe, abbiamo tentato di farveli conoscere e far capire quali sarebbero le loro priorità nell’azione di governo.

Tonino De Parolis, imprenditore del posto. Mai direttamente in politica. Negli ultimi mesi ha lanciato la civica “Il Giardino degli Aranci” con la quale ha annunciato la candidatura a sindaco. Poi è arrivato il sostegno della Lega e la lista si è trasformata in una coalizione politica. Il suo slogan è “Coltiviamo insieme il futuro di Fondi”.

  • Cosa l’ha spinta a candidarsi alla carica di primo cittadino?

“Credo che la mia candidatura, condivisa dalla Lega e dalla lista civica Il Giardino degli Aranci, è perché mi sento in diritto e dovere di dare un forte e incisivo contributo per rendere Fondi una città ancora più importante e valorizzata all’interno dello scacchiere provinciale e regionale. Fondi è una città ideale dove vivere e sviluppare economia: ha ancora tanto potenziale da essere valorizzato. Prima di candidarmi ho ascoltato molte persone con cui mi sono confrontato. È da lì, che sono uscite le esigenze, le aspettative, le criticità di una comunità, così abbiamo trovato una sintesi: maggiore sicurezza cittadina in centro e periferie, potenziamento dell’asse viario e stradale, destagionalizzazione turistica, valorizzazione del comparto agricolo con un occhio di riguardo al Mof e ai prodotti d’eccellenza, recupero del decoro urbano nel centro storico con progetti di integrazione sociale.”

  • Qual è il primo provvedimento che tenterà di realizzare in caso di elezione?

“Sono principalmente tre. Li elenco. La sicurezza stradale: in diverse zone della città, le strisce pedonali sono posizionate a ridosso degli stalli di parcheggio; quando un Suv o un furgone sono parcheggiati accanto all’attraversamento, il pedone — soprattutto i bambini e gli anziani — non è visibile a chi guida. E’ un problema di sicurezza che il Codice della Strada non risolve automaticamente: serve l’intervento attivo del Comune. Agire subito sul nostro concetto di Fondi 365: turismo tutto l’anno, non solo legato alla stagione estiva. La Via Appia è patrimonio Unesco, va valorizzato con un turismo ecologico, sostenibile e culturale, da poter vivere tutto l’anno. Riqualificare il centro storico, renderlo vivibile, avviare progetti di integrazione con le comunità straniere, arredare una parte del cuore cittadino che oggi è sparito dai radar dei fondani per la sciatteria con cui è stata affrontata la tematica dello scambio culturale tra italiani e stranieri.”

  • Qual è, invece, la sfida amministrativa principale che punta di realizzare entro il mandato se dovesse essere eletto?

“Rendere i giovani di Fondi protagonisti di Fondi e della loro vita. Azzerare l’abbandono scolastico, battere la criminalità giovanile e avviare la Casa dei Giovani. Nel nostro programma un punto prevede la realizzazione di uno spazio pubblico dove incontrarsi, fare arte o provare a sviluppare un’idea imprenditoriale. Il risultato contrario è che chi ha voglia di fare qualcosa spesso se ne va, con le intelligenze e le sensibilità che prendono altri lidi. La Casa dei Giovani non è un’idea vaga: è uno spazio fisico, concreto, gestito dagli stessi giovani, grazie a unimmobile comunale messo a disposizione dove troverà collocazione uno spazio di co-working (lavoro condiviso per freelance e studenti), laboratorio digitale, sportello orientamento lavoro e incubatore per micro-imprese giovanili, sala prove artistiche (dalla musica al teatro, passando per la letteratura, il cinema e la pittura). Quando mi chiedono dove sono gli spazi adeguati per un progetto del genere rispondo sempre che un luogo già c’è, è stato ristrutturato e riqualificato: sono gli enormi spazi del vecchio ospedale, centinaia di mq inutilizzati, in ottimo stato ma abbandonati senza un reale perché, che attendono solo la consegna delle chiavi a giovani e associazioni.”

  • Se un suo avversario dovesse elogiarla per una sua qualità, quale pensa sarebbe?

“L’onestà e la parola data.”

  • Immagini di incontrare tra cinque anni un ragazzo che oggi vuole andare via da questa città: cosa vorrebbe che le dicesse?

“Che grazie alle mie parole, alla mia visione della città e dei legami che si possono creare con i territori circostanti, alle opportunità realizzate grazie ai punti del programma della Lega e della civica Il Giardino degli Aranci, il ragazzo mi possa dire “lei ha realizzato quello che illustrato nel suo programma, ero titubante se andare via e non mi sono affatto pentito di essere rimasto. Perché da Fondi oggi guardo il resto del mondo da un punto di vista privilegiato: lavorare nella propria città, accanto agli affetti di sempre, scommettere su se stesso e interfacciarsi con altre realtà stimolanti per la crescita quotidiana significa vivere la globalizzazione nel g-locale. Non si rinuncia a quello che può offrirti il mondo ma ti togli ogni soddisfazione e gratificazione nella serenità di casa tua.”

  • Siete in cinque in corsa per la fascia tricolore: chi pensa sia il suo principale sfidante?

“Questa è una domanda retorica. Ovviamente, l’amministrazione uscente targata Forza Italia ha un mandato elettorale che dura dai primi anni duemila, quindi come si dice in gergo sportivo ha i favori del pronostico. Molte cose sono cambiate a Fondi, ma crediamo che si possa fare di più. Penso sempre al turismo 365, completamente slegato alla stagione estiva e al rimorchio di Sperlonga, e alle complanari stradali che valorizzino i prodotti che passano attraverso il Mof. Ci sono stati degli aspetti trascurati dai sindaci, uscire dal perimetro strettamente locale è un limite che va superato. E noi ci siamo per essere un’alternativa credibile.”

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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