“Festival economia della cultura”, quando storia e innovazione fanno crescere il territorio – VIDEO

Partita ieri a Viterbo l'importante iniziativa promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Innova

Di Giuseppe Manzo – Partito ieri, 11 ottobre, a Viterbo, il “Festival dell’Economia della Cultura”, un’importante iniziativa promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Innova, che si terrà fino al 13 ottobre per poi concludersi la prossima settimana a Zagarolo. Patrocinato dal Ministero della Cultura, dai Comuni di Viterbo e Zagarolo e dall’Università degli Studi della Tuscia, il Festival punta a indagare il rapporto tra cultura ed economia, affrontando le sfide locali, nazionali e internazionali.

Gli eventi si svolgeranno tra il prestigioso Palazzo dei Priori e lo Spazio Attivo di Viterbo, con la partecipazione di media partner d’eccezione come Rai e Il Sole 24 Ore. La giornata inaugurale ha visto l’intervento di Alberto Orioli, vicedirettore de Il Sole 24 Ore, che ha moderato la sessione introduttiva, presentando le figure chiave della manifestazione. Tra i relatori, Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, ha sottolineato l’importanza di accelerare l’integrazione tra cultura ed economia: “Se ne parla da tempo, ma ora è il momento di concretizzare. Settori come il turismo culturale e la valorizzazione dei borghi storici possono diventare veri motori di crescita, creando opportunità di lavoro e attirando investimenti”. Marcolini ha ribadito che la cultura deve tornare a essere un pilastro centrale dello sviluppo economico, come accadeva nei secoli passati.

Il servizio di Giuseppe Manzo

Dello stesso parere anche Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha definito il Festival “un esempio tangibile di come cultura ed economia possano sinergicamente rappresentare una forza trainante per il Paese, specialmente per l’Italia, dove la storia e il patrimonio culturale sono sempre stati fonte di ricchezza”.

Presenti all’evento anche la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, il rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, Stefano Ubertini, e in collegamento l’assessora regionale Renata Baldassarre e la Vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, che ha argomentato: «Abbiamo voluto realizzare questo Festival che unisce Economia e Cultura, due dimensioni strettamente interconnesse della nostra società che possono arricchirsi reciprocamente se gestite in modo sinergico e sostenibile. Per questo abbiamo voluto coinvolgere tutti gli attori che concorrono insieme alla crescita del settore culturale, una risorsa strategica in termini di crescita per occupazione, ricchezza diffusa, innovazione e competitività. È una sinergia che favorisce anche l’attrazione turistica e che valorizza l’identità regionale, contribuendo al rafforzamento del posizionamento del nostro territorio a livello nazionale e internazionale. Il Festival Economia della Cultura ci offre un’occasione straordinaria per promuovere nel Lazio la filiera delle imprese culturali, creando nuove professioni e nuovi posti di lavoro».

Un’assenza significativa è stata quella del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, atteso tra gli ospiti ma che non ha potuto partecipare per impegni politici improrogabili. Il Festival si apre dunque all’insegna di temi di grande rilievo, con l’ambizione di riportare la cultura al centro dello sviluppo economico e sociale. Un connubio, quello tra cultura ed economia, che può rivelarsi vincente, soprattutto in un Paese come l’Italia, che affonda le sue radici in un patrimonio storico e culturale unico al mondo. Ed è proprio partendo dalle radici che si guarda al futuro: il dialogo e il confronto sono le chiavi per trasformare la cultura in un volano di crescita. Perché, come un albero senza radici non può prosperare, così un popolo senza conoscenza della propria storia non può costruire il suo domani.

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