Epatite A, scatta l’allerta sanitaria, L’Asl: “Rafforzare misure di prevenzione”

In aumento i casi sul territorio: appello a igiene rigorosa e attenzione agli alimenti, soprattutto ai frutti di mare

L’aumento dei casi di epatite A riporta alta l’attenzione delle autorità sanitarie, che invitano a un rafforzamento immediato delle misure di prevenzione su tutto il territorio provinciale. L’Asl diffonde una nota e la inoltra ai primi cittadini del territorio, nonché alla Prefettura. Il quadro epidemiologico, infatti, evidenzia una crescita dei contagi che rende necessario intensificare informazione e controlli.

L’infezione, causata dal virus HAV, si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di acqua o cibi contaminati oppure tramite contatti ravvicinati con persone infette. Un aspetto che preoccupa è la possibilità di diffusione inconsapevole, soprattutto tra i più piccoli, nei quali la malattia può manifestarsi anche senza sintomi evidenti.

Quando presenti, i segnali dell’infezione possono includere febbre, stanchezza, nausea, dolori addominali e, nei casi più evidenti, ittero con urine scure e feci chiare. Il periodo di incubazione può variare sensibilmente, arrivando fino a diverse settimane.

Le indicazioni delle autorità sanitarie puntano su regole semplici ma fondamentali. Al primo posto l’igiene delle mani, da curare con attenzione soprattutto prima dei pasti e durante la preparazione degli alimenti. Centrale anche la sicurezza alimentare: acqua potabile, frutta e verdura ben lavate e attenzione a evitare contaminazioni tra cibi crudi e cotti.

Particolare cautela viene raccomandata per il consumo di frutti di mare, considerati tra i principali veicoli del virus se non trattati correttamente. Devono provenire da filiere certificate e essere consumati solo dopo adeguata cottura: la semplice marinatura, ricordano gli esperti, non è sufficiente a eliminare il rischio.

L’obiettivo resta quello di contenere la diffusione del virus attraverso comportamenti responsabili e una maggiore consapevolezza, elementi ritenuti decisivi per proteggere la salute pubblica.

- Pubblicità -
Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Case di Comunità, la Asl Latina punta sul volontariato: al via un nuovo programma

Formazione, collaborazione con il Terzo Settore e una rete di prossimità. Il primo appuntamento è a Gaeta il 4 settembre

West Nile, 432 casi confermati e 17 decessi: l’ultimo bollettino della sorveglianza Iss

Salgono a 66 le province con circolazione del WNV appartenenti a 17 regioni: Nello stesso periodo sono stati segnalati 10 casi di Usutu virus

Latina, la Guardia Medica Turistica chiude con 200 pazienti assistiti

Il presidio attivato a Borgo Sabotino ha seguito soprattutto visitatori, con 161 turisti su 200 accessi complessivi

Bagno al mare dopo pranzo: davvero bisogna aspettare? La verità sul “divieto” più famoso dell’estate

Con il caldo il mare resta il refrigerio naturale. Ma tra digestione, pasti abbondanti e sicurezza in acqua, ecco cosa è prudente fare

Caldo killer, il Ministero della salute: “Aumentati i decessi tra gli over 85”

Cosa emerge dall’ultimo Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore

Emergenza sangue, l’appello ai donatori dal Gemelli di Roma: “C’è ancora bisogno di voi”

Rimane alta l’attenzione sulle scorte. In estate le donazioni tendono a diminuire proprio quando il fabbisogno può aumentare
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -