Economia del Mare – “Il Mediterraneo: sfide, minacce ed opportunità”, Acampora al convegno del Comando Generale della Guardia di Finanza

"L'Economia del mare sta vivendo una straordinaria convergenza di sinergie che sta davvero dando concretezza alla centralità che merita"

“La Guardia di Finanza, che vanta una storica presenza a Gaeta, ha indubbiamente contribuito a valorizzare l’identità marinara di questa città. Parlare di Mediterraneo, nell’attuale contesto geopolitico, è fondamentale per saper cogliere “sfide, minacce ed opportunità”. Il Mediterraneo oggi è al centro di forti pressioni e la crisi del Mar Rosso ha aggiunto instabilità agli equilibri geopolitici già dominati da profonde tensioni sui diversi fronti di guerra. Il nostro Paese è il pontile dell’Europa nel bacino del Mediterraneo, e il nostro ruolo centrale ci impone di essere protagonisti per ridefinire relazioni istituzionali pacifiche e orientate allo sviluppo, come sta facendo il Governo in un dialogo con le Istituzioni comunitarie indispensabile, in cui l’Italia merita di essere ascoltata”. Così il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, è intervenuto nella mattinata dell’11 luglio, al convegno “Il Mediterraneo: sfide, minacce ed opportunità” organizzato dalla Guardia di Finanza presso la Caserma “Bausan”, sede della Scuola Nautica di Gaeta, nell’ambito delle celebrazioni del 250° Anniversario della Fondazione del Corpo.

Nel panel dedicato all’Economia del Mare, il Presidente Acampora, dopo aver salutato le Autorità militari e civili, ringraziando il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, ha evidenziato: “In questo scenario, Assonautica Italiana, l’Associazione nazionale per lo sviluppo dell’Economia del Mare di Unioncamere, da sempre è in prima linea facendo da sponda al mondo produttivo e alle Istituzioni, locali e nazionali, attraverso il coordinamento delle strategie di sviluppo del sistema mare, con una visione unitaria e fortemente orientata alle sinergie dei territori. Se oggi l’Economia del mare ha una dimensione riconosciuta, lo dobbiamo anche alla continuità delle azioni che stiamo portando avanti, con la responsabilità istituzionale che caratterizza l’impegno dell’intero Sistema Camerale, con Unioncamere, Assonautica Italiana e le Camere di Commercio. Ma la sfida dell’Italia come Nazione di Mare si vince solo avendo la piena conoscenza dello scenario marittimo in cui ci muoviamo e della sua evoluzione, in modo rapido e puntuale e, per questo, da più di 15 anni, studiamo e analizziamo il suo valore. La sintesi la facciamo con il Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne di Unioncamere, che quest’anno è giunto alla XII edizione e che proprio ieri abbiamo presentato in Unioncamere, alla presenza dei Ministri Urso e Musumeci. Un lavoro che portiamo avanti con l’Osservatorio Nazionale dell’Economia del Mare (Ossermare) che si è arricchito di ulteriori strumenti di analisi, con l’obiettivo di dare la giusta importanza a tutto l’insieme di filiere che compongono l’economia blu nazionale.

Il nostro Rapporto è diventato il documento di riferimento del sistema mare, che mettiamo a disposizione di tutti: operatori del settore, Istituzioni, associazioni, imprese e dell’intero cluster del mare, perché offre un’analisi puntuale del valore e del peso dell’Economia blu del nostro Paese. – Ha proseguito Acampora – Le cifre parlano chiaro: con 228 mila imprese e 1 milione di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 64,6 miliardi di euro che, se consideriamo il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 178,3 miliardi di euro, pari al 10,2% del PIL nazionale. Un settore in netta crescita in ogni suo aspetto. I presupposti perché la blue economy italiana diventi un pilastro per il nostro Paese ci sono tutti: abbiamo un panorama istituzionale estremamente favorevole; grazie al Ministro Musumeci e alla Struttura Tecnica di Missione, ora Dipartimento, abbiamo un interlocutore unico e attento e l’indispensabile cornice politica, come dimostra la recente istituzione del Dipartimento per le Politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un deciso passo avanti verso una governance unica e coordinata dell’Economia del mare del nostro Paese. E, con grande soddisfazione, posso affermare che stiamo ottenendo una grande capacità di ascolto delle nostre proposte a tutti i livelli istituzionali. La stessa esperienza del Blue Forum Italia Network, che ha un’impronta tutta europea, testimonia la capacità del sistema camerale di aggregazione di tutti gli utenti del mare. Nel corso della terza edizione del Summit Nazionale Blue Forum, abbiamo avviato un intenso confronto, con l’obiettivo di dare il nostro contributo alla programmazione italiana unica di investimenti strategici per il 2025-2027 sull’Economia del mare in linea con le strategie del Piano Triennale che porterà, entro fine anno, al Blue Paper 2024 e alla definizione del “Collegato sul Mare e sulla Blue Economy” su cui sta lavorando il Governo. L’Economia del mare sta vivendo una straordinaria convergenza di sinergie che sta davvero dando concretezza alla centralità che merita, considerato il ruolo di primo piano del nostro Paese nel Mediterraneo. Continueremo ad essere in prima linea, dando il nostro contributo al Governo, con l’obiettivo di dare piena operatività al Piano del mare”. – Ha concluso Acampora.

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