Disfunzioni del servizio idrico integrato, le contestazioni delle associazioni dei consumatori OTUC

Le associazioni dei consumatori chiedono di sapere come intende procedere la parte pubblica, quale socio di maggioranza di Acqualatina

Le associazioni dei consumatori della provincia di Latina aderenti all’OTUC da tempo continuano a denunciare diverse disfunzioni della gestione del servizio idrico integrato, informandone costantemente la Segreteria Tecnica Operativa e spesso anche il presidente della provincia, chiedendo sia un intervento concreto che di prendere seri provvedimenti nei confronti dell’AD di Acqualatina per quella che ritengono la pessima gestione del servizio in generale.

Invece, con disappunto registriamo il silenzio totale della parte pubblica, nonostante le varie denunce fatte anche a mezzo stampa e le numerose sollecitazione effettuate a più riprese, sia al dirigente della STO che al presidente della provincia Gerardo Stefanelli, a tutt’oggi nessun rappresentante della politica ha dimostrato attenzione rispetto agli argomenti sollevati, quantomeno sollecitando chiarimenti o formulando quesiti alla presidenza dell’ATO4 e tantomeno, in base a quanto risulta, che sia stata posta all’ordine del giorno nelle varie conferenze dei sindaci la qualità della gestione di Acqualatina.

Le questioni che le associazioni hanno più volte sollevato e che continuano a contestare riguardano:

  1. le procedure di affidamento del recupero dei crediti da parte di Acqualatina;
  2. quanti soldi sono stati spesi, a tutt’oggi, per pagare le società di recupero crediti e quanti, invece, ne sono stati effettivamente recuperati;
  3. quanti affidamenti diretti a legali esterni sono stati assegnati e con quale risultato, quante cause sono state vinte e quante somme sono state recuperate e quanto ha speso Acqualatina per le parcelle legali;
  4. le procedure per il trattamento delle perdite occulte sia per gli utenti che hanno uno storico letture e sia per le nuove utenze, effettuate in modo non rispondente alla delibera ARERA;
  5. procedure di rateizzazione per insoluti, imposti unilateralmente dal gestore e non concordate con gli utenti e senza che ne siano stati messi a conoscenza, gli utenti stessi e, sembra, la segreteria tecnica operativa e neppure il presidente dell’ato 4;
  6. mancato accoglimento, senza giustificazione, sia da parte pubblica che da parte dell’AD di  Acqualatina, di una proposta, dell’ Otuc, per rendere meno gravoso il recupero delle morosità agli utenti fragili e alle attività commerciali che hanno perso oltre il 30/40 % del fatturato a causa prima della pandemia e poi della guerra in ucraina.
  7. milioni di euro spesi in più da parte del gestore, a causa di amministratori locali di alcuni comuni, che si opponevano alla realizzazione di nuove strutture, e che sono stati inseriti tra i costi di gestione approvati dalla Conferenza dei sindaci e trasferiti sulle tariffe a carico degli utenti.

Le associazioni dei consumatori, in sostanza, chiedono di sapere come intende procedere la parte pubblica, quale socio di maggioranza di Acqualatina, per l’effettiva tutela dei diritti dei cittadini, e per imporre al gestore di modificare comportamenti e procedure ritenuti non corretti o se vuole continuare ad ignorare i vari problemi e continuare a dare carta bianca al gestore.

Inoltre non si comprende  il ruolo della segreteria tecnica operativa e quale potere sanzionatorio abbia nel caso di segnalazioni effettuate anche dalle associazioni dei consumatori di irregolarità nelle procedure considerando anche che a tutt’oggi la STO può contare solo sulla figura del dirigente, il quale non riesce a seguire tutte le procedure che gli sarebbero dovute per cui spesso le richieste indirizzate ad Acqualatina da quanto si sa rimangono lettera morta da parte dei vertici di Acqualatina.

Le Associazioni aderenti all’OTUC ritengono doveroso informare i cittadini sulle diverse criticità del Servizio Idrico integrato, in quanto la cittadinanza non viene adeguatamente tutelata dai propri rappresentanti politici, che pure dovrebbero tenere in assoluta considerazione sia gli interessi delle casse comunali che della popolazione che rappresentano.

Siamo disponibili anche ad un confronto con le parti interessate e, contemporaneamente, assicuriamo che continueremo a denunciare ciò che riteniamo non corretto a danno dei diritti degli utenti dell’intero ATO di Latina.

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