Si è riunito ieri l’Osservatorio provinciale sul dimensionamento scolastico di Latina, chiamato a raccogliere le proposte avanzate da Comuni, istituzioni scolastiche e, nel pomeriggio, dalle organizzazioni sindacali.
Per la Gilda degli Insegnanti di Latina, il confronto ha confermato la necessità di non ridurre il tema a una semplice questione di iscritti e soglie numeriche, ma di valutare anche caratteristiche dei territori, offerta formativa e diritto allo studio.
«Il piano presentato al tavolo non è particolarmente corposo e non contiene grandi novità – osserva la coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini – anche perché i tempi concessi dalla Regione per la presentazione delle proposte sono stati molto stretti».
Una parte delle richieste riguarda la prosecuzione nel triennio di indirizzi già attivati nel biennio. L’unica proposta per un nuovo indirizzo arriva da Sabaudia, dove è stata richiesta l’attivazione del professionale per i servizi sociali all’istituto Giulio Cesare.
San Benedetto-Einaudi-Mattei, la Gilda chiede di rivedere l’assetto
Tra le situazioni considerate più delicate c’è quella del polo San Benedetto-Einaudi-Mattei, nato dall’accorpamento di tre istituti con caratteristiche e percorsi differenti.
Secondo la Gilda, il Mattei sta registrando una flessione significativa delle iscrizioni, tanto da aver formato quest’anno una sola classe prima. Parte degli studenti che in passato si sarebbero rivolti all’istituto starebbe scegliendo il vicino Galilei-Sani, dove sono presenti indirizzi in larga parte coincidenti.
«Il dato del Mattei non può essere letto semplicemente come un numero – sottolinea Giovannini – perché dietro questa situazione c’è il rischio concreto di una progressiva perdita di identità e di una futura cancellazione dell’istituto professionale».
Per il sindacato è quindi necessario tornare a ragionare sul dimensionamento deciso tre anni fa, considerando la collocazione delle scuole, i laboratori disponibili e la sovrapposizione di alcuni percorsi formativi.
«L’accorpamento di San Benedetto, Einaudi e Mattei rischia di non valorizzare le specificità delle singole realtà scolastiche».
La Gilda chiede inoltre attenzione per l’Einaudi, anch’esso in flessione, e un rafforzamento del San Benedetto, indicato come unico istituto agrario della provincia.
Don Milani e Vito Fabiano, verso il ritorno alle autonomie
Sul fronte degli istituti comprensivi, la Gilda valuta invece positivamente il percorso avviato per la possibile ricostituzione delle autonomie della Don Milani e del Vito Fabiano, accorpati due anni fa.
«È importante che venga finalmente riconosciuto un problema che la Gilda ha denunciato fin dal principio» afferma Giovannini.
Secondo il sindacato, la fusione avrebbe generato difficoltà logistiche con conseguenze anche sull’organizzazione didattica.
«Ci auguriamo che la richiesta, avanzata anche dal Comune di Latina, venga portata avanti dalla Provincia e arrivi al tavolo regionale».
La posizione della Gilda è che i due istituti possano tornare autonomi anche perché non sarebbero sottodimensionati. La Don Milani, in particolare, serve un territorio con oltre 20mila abitanti.
Contrarietà a nuovi accorpamenti dei comprensivi
Il sindacato prende invece posizione contro eventuali ulteriori fusioni tra gli istituti comprensivi del capoluogo.
Nel corso del confronto provinciale è stata prospettata, in vista dei prossimi anni, una possibile revisione riguardante anche Cena, Volta, Tasso e Borgo Faiti, sulla base del numero degli alunni.
«Su questo punto siamo stati netti – spiega Giovannini –. Gli istituti comprensivi non possono essere considerati esclusivamente sulla base del numero degli iscritti».
La Gilda richiama soprattutto la funzione delle scuole dell’obbligo nei quartieri, nei borghi e nelle aree più periferiche.
«Non possiamo pensare di ridurre la presenza scolastica laddove è più necessario garantire un presidio educativo e culturale».
San Benedetto, torna anche il problema della viabilità
Tra le questioni poste all’attenzione della Provincia c’è anche quella della viabilità di accesso al San Benedetto.
Da tempo vengono segnalate criticità legate al manto stradale, alla presenza di buche e alla sicurezza lungo una strada interessata quotidianamente dal passaggio di studenti e pendolari.
La Provincia avrebbe assunto l’impegno di sollecitare gli interventi necessari.
«Anche le condizioni materiali nelle quali gli studenti e il personale raggiungono una scuola fanno parte della qualità del servizio scolastico. Per questo abbiamo chiesto alla Provincia di non lasciar cadere una situazione annosa e di dare seguito agli impegni assunti».
Il piano passerà ora alla Giunta provinciale
Il prossimo passaggio sarà l’elaborazione e l’approvazione del piano da parte della Giunta provinciale.
Le proposte dovranno quindi arrivare alla Conferenza regionale permanente per l’istruzione, con il confronto atteso indicativamente nell’ultima decade di ottobre.
«Il nostro auspicio è che, nei prossimi passaggi, prevalga una logica diversa da quella dei semplici numeri», conclude Giovannini.
«Il dimensionamento deve servire a costruire una rete scolastica più efficace e vicina ai territori, non a cancellare autonomie e identità. La scuola deve essere organizzata intorno ai bisogni degli studenti, delle famiglie e delle comunità, non il contrario».