Depuratore di via del Campo, il Comune restituisce alla Cogei anche l’importo della polizza fidejussoria.
Dopo essere stato condannato a risarcire la COGEI, alla quale veniva liquidata la somma di 721.475 euro, in virtù della sentenza n. 60153/2018 del Tribunale di Roma, l’ente di Piazza Roma ha dovuto restituire anche l’importo di quanto l’Ente aveva incassato al momento della risoluzione del contratto di appalto, escutendo la polizza fideiussoria emessa dalla Coface SA in sostituzione della cauzione definitiva.
Una sconfitta su tutti i fronti, che ha dell’incredibile considerato che era stata proprio l’azienda, che si era aggiudicata l’appalto per portare il depuratore a 120mila abitanti equivalenti, ad interrompere i lavori dopo aver incassato sia la quota dovuta dal Comune, che quella nel frattempo anticipata per conto della Regione Lazio. Dal canto suo la Cogei vistasi estromessa dal Comune, che nel frattempo affidava ad altri la prosecuzione dei lavori, si è opposta a questa decisione e nel 2019 aveva inizio il processo che terminava con la condanna del Comune. Una vera beffa come l’ha definita qualcuno all’epoca.
Il Tribunale capitolino ha parzialmente accolto le richieste della Cogei e condannato il Comune di Aprilia al pagamento di 402.724,75 euro e della somma risarcitoria di 266.695,07 per il danno cagionato per gli inadempimenti. Il 12 settembre scorso la CO.GE.I. ITALIA S.r.l. ha fatto nuovamente ricorso alle vie legali per ottenere da parte del Comune di Aprilia la restituzione dell’importo di 154.860,16 euro, che l’Ente aveva incassato al momento della risoluzione del contratto di appalto, escutendo la polizza fideiussoria emessa dalla Coface SA in sostituzione della cauzione definitiva.
Dopo la prima sconfitta, in previsione di una seconda la commissione straordinaria ha accolto la proposta del legale del Comune di arrivare ad una transazione con la Cogei: 120 mila euro al posto di 154.860.
Nella delibera si parla di indubbio vantaggio, ma andando a sommare tutte le spese che il Comune è andato a pagare finora, e il conto dovrebbe partire almeno dagli anni ‘90 quando è stata avviata la costruzione di un’opera mai perfettamente funzionante, è un riso amaro quello che suscita la lettura della delibera a proposito della indiscutibile utilità di un risparmio di 30mila euro .
Dopo essere stato condannato a risarcire la COGEI, alla quale veniva liquidata la somma di 721.475 euro, in virtù della sentenza n. 60153/2018 del Tribunale di Roma, l’ente di Piazza Roma ha dovuto restituire anche l’importo di quanto l’Ente aveva incassato al momento della risoluzione del contratto di appalto, escutendo la polizza fideiussoria emessa dalla Coface SA in sostituzione della cauzione definitiva.
Una sconfitta su tutti i fronti, che ha dell’incredibile considerato che era stata proprio l’azienda, che si era aggiudicata l’appalto per portare il depuratore a 120mila abitanti equivalenti, ad interrompere i lavori dopo aver incassato sia la quota dovuta dal Comune, che quella nel frattempo anticipata per conto della Regione Lazio. Dal canto suo la Cogei vistasi estromessa dal Comune, che nel frattempo affidava ad altri la prosecuzione dei lavori, si è opposta a questa decisione e nel 2019 aveva inizio il processo che terminava con la condanna del Comune. Una vera beffa come l’ha definita qualcuno all’epoca.
Il Tribunale capitolino ha parzialmente accolto le richieste della Cogei e condannato il Comune di Aprilia al pagamento di 402.724,75 euro e della somma risarcitoria di 266.695,07 per il danno cagionato per gli inadempimenti. Il 12 settembre scorso la CO.GE.I. ITALIA S.r.l. ha fatto nuovamente ricorso alle vie legali per ottenere da parte del Comune di Aprilia la restituzione dell’importo di 154.860,16 euro, che l’Ente aveva incassato al momento della risoluzione del contratto di appalto, escutendo la polizza fideiussoria emessa dalla Coface SA in sostituzione della cauzione definitiva.
Dopo la prima sconfitta, in previsione di una seconda la commissione straordinaria ha accolto la proposta del legale del Comune di arrivare ad una transazione con la Cogei: 120 mila euro al posto di 154.860.
Nella delibera si parla di indubbio vantaggio, ma andando a sommare tutte le spese che il Comune è andato a pagare finora, e il conto dovrebbe partire almeno dagli anni ‘90 quando è stata avviata la costruzione di un’opera mai perfettamente funzionante, è un riso amaro quello che suscita la lettura della delibera a proposito della indiscutibile utilità di un risparmio di 30mila euro .
- Pubblicità -