Cori – Riaperto il Museo della Città e del Territorio

Conclusi i lavori che hanno interessato parti della struttura attraverso cui il pubblico potrà godere di una fruizione più coinvolgente

Domenica 29 settembre, si sono riaperte le porte del Museo della Città e del Territorio di Cori, dopo i lavori che hanno interessato varie parti della struttura e l’hanno arricchita di strumenti digitali attraverso cui il pubblico potrà godere di una fruizione più coinvolgente del patrimonio storico-archeologico della città.

Dopo un simbolico nuovo taglio del nastro, i coresi hanno affollato la sala conferenze del museo, dove il sindaco Mauro De Lillis ha indicato gli interventi svolti, che hanno riguardato la parte edilizia, con la ristrutturazione delle pareti esterne, la parte impiantistica, con la realizzazione di un impianto luci nel loggiato, altri interventi di manutenzione all’interno dell’edificio e la valorizzazione del museo tramite le tecnologie digitali. “Ringrazio il prof. Domenico Palombi (Università La Sapienza di Roma) – ha affermato il primo cittadino – per aver voluto e contribuito in modo determinante alla nascita di questo museo nel 2000 e per tracciare sempre la strada da percorrere per valorizzare l’enorme patrimonio culturale della Città d’Arte. Ringrazio la direttrice Guendalina Viani per aver portato avanti l’attività scientifica dell’istituto e per il lavoro di ricerca storica che è stato necessario per la ricostruzione dell’antica Cora di cui il pubblico potrà ora godere attraverso gli strumenti digitali di cui il museo è stato dotato. Gli interventi che oggi possiamo apprezzare sono stati realizzati grazie a un finanziamento regionale ottenuto dal Comune di Cori nel 2020. Obiettivi programmatici così importanti – ha proseguito – sono merito di una squadra, per questo ringrazio tutta la giunta e i consiglieri, che hanno sin da subito creduto in questo progetto. Ringrazio la Regione Lazio, oggi rappresentata dai consiglieri On. Vittorio Sambucci e On. Salvatore La Penna, per aver premiato la progettualità del Comune di Cori ed auspico che nuove risorse possano giungere per altri istituti culturali della città. Riapriamo le porte del custode della nostra identità, ora spetta a noi promuoverlo sempre di più”.

Ai ringraziamenti si è associato il delegato alla Cultura Michele Todini che ha sottolineato “l’importanza di una così folta presenza dei cittadini” e auspicato “che il museo possa essere foriero di nuove visioni per il futuro”.

Dal canto suo la direttrice Guendalina Viani ha ricordato che “il nostro è un istituto culturale di primaria importanza per questo territorio, concepito con grande rigore scientifico sin dalla sua nascita e che ha portato avanti una ricca attività di ricerca e divulgazione e formato generazioni di studiosi. Siamo felici che oggi per questa riapertura sia con noi il prof. Domenico Palombi che per anni ne è stato il direttore scientifico”.

“Ci avviciniamo – ha esordito a seguire il prof. Palombi – al 25° della nascita di questo museo, operazione che, restituendo peraltro anche il complesso monumentale di Sant’Oliva, per la prima volta negli anni ha portato a collaborare 25 istituti di ricerca e decine di studiosi che hanno riscoperto questa parte di territorio. Qui – ha proseguito – sono rientrati oggetti esportati illegalmente grazie a un lavoro lungo e difficile. La giornata di oggi ci ricorda due cose: la necessità della cura del patrimonio, di per sé sempre fragile, le cui criticità vanno affrontate per tempo, e l’importanza della comunicazione”. “Voi non vi rendete conto – ha poi concluso – della ricchezza di patrimonio, fatto di stratificazioni dall’età arcaica alla moderna, in cui vivete”.

I consiglieri regionali Vittorio Sambucci e Salvatore La Penna hanno portato il loro saluto, seguiti dall’intervento di Francesco Gabellone, architetto e ricercatore presso Consiglio Nazionale delle Ricerche NANOTEC di Lecce, e Maria Chiffi su ‘Le tecnologie emergenti per la comunicazione museale: tra emozione e narrazione’ e l’applicazione delle stesse al museo di Cori. Si è dunque parlato dell’aspetto della divulgazione che permette di poter meglio comprendere il contenuto museale e di farlo in maniera coinvolgente. “Abbiamo proceduto – così hanno spiegato – a una sovrapposizione del reale e della ricostruzione virtuale e alla ricontestualizzazione degli oggetti, seguendo l’obiettivo di trasmettere contenuti nel miglior modo possibile”.

Sono stati infine proiettati due video incentrati sul Complesso Monumentale di Sant’Oliva e sulla ricostruzione degli edifici templari (tempio d’Ercole e tempio dei Dioscuri) dell’antica Cora con la possibilità di vedere quelle che dovevano essere le forme, le architetture e i colori originari.

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