Cooling Poverty, la nuova sfida sociale del clima: il caldo come fattore di disuguaglianza

"Come Confartigianato Latina riteniamo sia urgente promuovere soluzioni accessibili, sostenibili e innovative"

In un’epoca segnata da temperature estreme e ondate di calore sempre più frequenti, non è più possibile considerare il raffrescamento degli ambienti una questione secondaria. Il diritto a vivere in condizioni climatiche sicure e dignitose è oggi una sfida sociale ed economica. E purtroppo, come spesso accade, a pagare il prezzo più alto sono i più fragili.

Stiamo entrando in una nuova fase del cambiamento climatico: quella della cooling poverty, la povertà da raffreddamento. Si tratta dell’incapacità di sostenere i costi energetici legati all’uso dell’aria condizionata, oggi diventata una necessità vitale. Le famiglie a basso reddito si trovano a dover scegliere tra il benessere e la bolletta: secondo recenti analisi, spendono in proporzione fino al quadruplo rispetto alle famiglie benestanti.

A tutto questo si aggiunge una previsione inquietante: entro il 2050, la domanda globale di raffreddamento domestico potrebbe superare il fabbisogno elettrico di interi Paesi. Il rischio? Un’esplosione di costi, emissioni e disuguaglianze. E il Lazio, con le sue crescenti ondate di calore, non è esente.

Come Confartigianato Latina riteniamo sia urgente promuovere soluzioni accessibili, sostenibili e innovative. Vanno incentivate le piccole imprese artigiane che operano nel settore delle energie rinnovabili, dell’edilizia green e dei sistemi di raffrescamento efficienti. Serve una strategia che coinvolga imprese, amministrazioni e cittadini per garantire che il benessere climatico non sia un privilegio, ma un diritto accessibile a tutti.

Il cambiamento climatico non può trasformarsi in un acceleratore di ingiustizie. È tempo di intervenire con politiche concrete, per evitare che il caldo diventi un nuovo simbolo di disuguaglianza sociale.

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Redazione
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