Come la luce dell’alba, a Minturno la presentazione del romanzo di Pio Russo Krauss

Sabato 11 maggio nella cornice della chiesa di San Francesco l'incontro con l'autore in dialogo con Yvonne Carbonaro

Sabato 11 maggio, ore 18.45, nella chiesa di S. Francesco di Minturno (Piazza Roma), si terrà un incontro sul romanzo Come la luce dell’alba, di Pio Russo Krauss. Yvonne Carbonaro, scrittrice, dialogherà con l’autore. Interventi musicali di MinimoEnsemble (Daniela del Monaco, voce, e Antonio Grande, chitarra). Letture di Titti Pepi, attrice. L’incontro è organizzato dall’associazione Amici del Libro Biblioteca Raus, dal Sistema Bibliotecario Sud Pontino, dal Comune di Minturno, dal Centro per il Libro e la Lettura. Il romanzo, ambientato a Napoli negli anni ‘73-74 (post colera, austerity, referendum per il divorzio), racconta la lotta di un prete e di un gruppo di giovani, aiutati da Italia Nostra, WWF e Coldiretti, contro i costruttori di palazzi abusivi del quartiere di Pianura. I protagonisti, prendendo le parti dei contadini (sfrattati con l’inganno) e di alcune famiglie di baraccati, si troveranno ad affrontare dubbi, dilemmi, a interrogarsi sulle loro vite, sulla società, su cosa significa essere cristiani oggi e a fare scelte difficili. E anche a vivere i primi innamoramenti, le prime storie d’amore con le loro gioie e tristezze.

L’opera ha avuto giudizi estremamente positivi: Il Mattino: «Un romanzo avvincente di impronta fortemente corale, anzi comunitaria, intessuto di dialoghi serrati e costellato di interrogativi esistenziali. […] Come la luce dell’alba è un romanzo che si direbbe necessariointrinsecamente teologico-filosoficoesplicitamente ambientalista e autenticamente cristiano»

  • Repubblica: «All’inizio del romanzo c’è il cadavere di un colono, s’è impiccato a Masseria Grande […] Inizia così, drammaticamente, la presa di coscienza di padre Sergio, e il libro è la storia dell’impegno di questo prete per organizzare una difesa degli agricoltori minacciati, il suo tentativo di fare della parrocchia dei Frati Agostiniani un luogo di accoglienza e riscatto. […] Nel romanzo di Pio Russo Krauss ci sono tutte queste cose, attraverso la storia quotidiana, come l’avrebbero raccontata Manzoni o Tolstoj. […] La storia ti prende e non ti lascia più». (16/5/23).
  • Tuttolibri – La Stampa: «Un romanzo sull’impegno che solleva domande e interrogativi sulla Chiesa»
  • Pressenza: «Il libro è sostanzialmente una storia d’amore, ma con la maiuscola». (31/7/23).
  • Reportpistoia: «Un romanzo che invita a porsi domande, a interrogarsi, ma soprattutto che avvince con la sua storia e con il suo stile […] Il lettore si affeziona ai personaggi, che, a fine lettura, rimangono nell’anima e nella mente». (30/9/23).
  • Corriere dell’Irpinia: «Un romanzo che spalanca un squarcio sull’apertura alla società che caratterizzerà il mondo cattolico, grazie al Concilio Vaticano II» (28/11/23);
  • Il Caffè Letterario di Scampia: «Il romanzo diventa sempre più avvincente, pagina dopo pagina»
  • Green News Deal: «Il romanzo, avvincente, risulta al contempo quasi un compendio, applicato al nostro territorio, dei contenuti dell’enciclica Laudato Sì» (2/2/24)
  • Dallo Scaffale al Web: Il romanzo, impreziosito da dialoghi e da termini dialettali, coloriti a tratti dall’inconfondibile umorismo partenopeo, ha una scrittura fluida e gradevole. Inoltre, per gli argomenti trattati e per la tecnica utilizzata a narrazioni parallele, ben si presterebbe per la realizzazione di una fiction televisiva (18/3/24).

I fondi raccolti con il romanzo sono devoluti al Centro Buglione per i senza fissa dimora.

Pio Russo Krauss (1953) è nato e vive a Napoli, è sposato e ha tre figlie. Medico di sanità pubblica si è interessato di educazione sanitaria ed ambientale e di epidemiologia. Fin dalla giovinezza impegnato in ambito sociale, culturale ed ecclesiale, è stato “maestro” e animatore di un doposcuola donmilaniano, membro di associazioni ambientaliste, pacifiste e nonviolente. Attualmente è presidente dell’Associazione Marco Mascagna, collabora con il Centro Salvatore Buglione per i senza dimora e con la Curia di Napoli.

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