Il collegio penale del Tribunale di Latina ha emesso due sentenze di colpevolezza per gli altri due giovani accusati di avere concorso nel tentato omicidio di tre adolescenti, la notte del 24 novembre 2024, nella zona dei pub di Latina. I giudici Eugenia Sinigallia, Roberta Brenda e Gabriella Naldi, hanno condannato alla pena di sette anni di reclusione Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, assistiti dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti e Giuseppe Visco, nel processo celebrato con rito ordinario. Dovranno inoltre risarcire la vittima della spedizione punitiva, che all’epoca dei fatti aveva sedici anni, con una somma che sarà quantificata in sede civile.
La pubblica accusa, sostenuta dal pubblico ministero Marco Giancristofaro, invocava una condanna a dieci anni di reclusione, ritenendo che i due giovani, sebbene non fossero armati, avessero partecipato attivamente al tentato omicidio insieme a Mirko Iorio, un anno più grande di loro, che materialmente aveva inferto i fendenti ai tre adolescenti, e per questo è stato condannato a sua volta, a fine luglio, alla pena di sette anni e quattro mesi, ma potendo beneficiare dello sconto previsto per avere chiesto di essere giudicato col rito abbreviato.
Si chiude così il primo capitolo di una vicenda che aveva scosso particolarmente l’opinione pubblica e aveva richiesto una complessa indagine della Squadra Mobile per ricostruire i fatti e risalire a tutti i giovani coinvolti. Altri ragazzi infatti sono accusati di avere partecipato alla rissa iniziale. Nel complesso era emerso uno spaccato desolante, che aveva messo a nudo gli effetti delle devianze comportamentali ormai dilaganti tra i giovani.
Dalle indagini era emerso che due gruppi di giovani, appartenenti a zone diverse della città, da un lato quelli del quartiere Q4 e dall’altro quelli del Colosseo, si erano scontrati in via Neghelli per futili motivi: il sedicenne vittima del tentato omicidio, spalleggiato da alcuni amici, aveva aggredito altri ragazzi per uno sguardo di troppo.
Le vittime dell’aggressione si erano allontanate alla spicciolata e avevano organizzato la vendetta, sostenuti dai tre che hanno consumato l’aggressione con pugni, calci e appunto con un coltello, ferendo sia l’adolescente che altri due suoi amici. Erano emerse così le responsabilità di Iorio, Manauzzi e Iustic nel vendicare un’aggressione alla quale non avevano neppure partecipato.