Cisterna lega il nome di un suo sacerdote alla storia di un intero quartiere. Il piazzale antistante la chiesa di San Valentino è stato intitolato a don Livio Fabiani, figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento religioso, educativo e sociale per numerose generazioni di cittadini.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Valentino Mantini, il vescovo Mariano Crociata, il parroco don Paride Bove, insieme a numerosi residenti, associazioni e rappresentanti della comunità religiosa.
Nato a Cisterna il 5 giugno 1942 e ordinato sacerdote nel 1969, don Livio ricevette nel 1986 l’incarico di guidare la comunità di San Valentino, allora caratterizzata da difficoltà sociali e da una forte necessità di luoghi di aggregazione. Il suo impegno accompagnò la trasformazione della piccola chiesa ricavata sotto un edificio ATER nella moderna parrocchia di via Giovanni Falcone, diventata negli anni un riferimento per famiglie, ragazzi e persone in difficoltà.
«Don Livio ha dimostrato che una parrocchia può essere molto più di un edificio religioso: può diventare un presidio educativo e sociale, un luogo di accoglienza e solidarietà», ha dichiarato il sindaco Mantini, ricordando anche la vicinanza del sacerdote ai più poveri e il suo impegno per la legalità.
Scomparso il 19 novembre 2020, Fabiani continua a essere ricordato da una comunità che ha voluto trasformare l’affetto in un riconoscimento pubblico. La proposta di intitolazione è partita proprio dai cittadini: nel febbraio 2025 Franca Pantalei raccolse le istanze di numerosi residenti e presentò la richiesta al Comune. Dopo il parere favorevole della Commissione Toponomastica, presieduta da Quirino Mancini, è stato avviato l’iter amministrativo in Prefettura.
«Questa intitolazione sia anche un messaggio per i più giovani: una città cresce quando sa riconoscere il valore di chi si mette al servizio degli altri», ha concluso Mantini. Da oggi, il nome di don Livio Fabiani accompagnerà uno spazio pubblico che racconta una parte importante della memoria e dell’identità di Cisterna.