L’inchiesta per corruzione a Cisterna fa un salto con le misure cautelari notificate all’alba di questa mattina dalla Guardia di Finanza su disposizione del Tribunale di Latina tramite il Giudice per le Indagini Preliminari Barbara Cortegiano.
A richiedere le misure restrittive era stata la Pubblico Ministero Valentina Giammaria. Ai domiciliari ci sono finiti il consigliere comunale di Cisterna Renio Monti e il dirigente all’Urbanistica Luca De Vincenti. Scattano anche due obblighi di firma. Tutti e quattro devono difendersi dall’accusa di corruzione.
L’indagine si concentra su due distinti episodi, entrambi legati a presunti casi di corruzione in ambito urbanistico.
Nel primo filone, al centro c’è la realizzazione di un fabbricato a destinazione mista, commerciale e di servizi. Secondo l’ipotesi accusatoria, un imprenditore sarebbe stato indirizzato da due funzionari comunali – attualmente indagati ma non raggiunti da misure cautelari – verso uno studio di architettura ben preciso per la progettazione dell’opera. In cambio della promessa di 75 mila euro, di cui 20 mila già versati, l’imprenditore avrebbe ottenuto la garanzia dell’approvazione del progetto.
Il secondo episodio riguarda invece un presunto pagamento di 40 mila euro effettuato da un altro imprenditore a favore di un dirigente comunale. La somma, in questo caso secondo quanto reso noto dalla Guardia di Finanza, sarebbe stata finalizzata ad agevolare il via libera a una pratica per l’ampliamento di un sito produttivo. Il dirigente, pur essendo a conoscenza di irregolarità relative agli edifici già esistenti, avrebbe comunque espresso parere tecnico favorevole, evitando i controlli dovuti.
Due vicende distinte, ma accomunate dall’ipotesi di uno scambio illecito tra utilità economiche e atti amministrativi.