Chiesuola rievoca aratura e trebbiatura: tre giorni di festa per raccontare le radici di Latina

La Festa dell’Aratura ha riportato in località Chiesuola mezzi d’epoca, antichi mestieri e tradizioni agricole

Rievocare il passato guardando al futuro.

È stato questo lo spirito della Festa dell’Aratura, giunta alla sesta edizione e andata in scena dal 3 al 5 luglio in località Chiesuola.

La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Ala Littoria 1932 e ha richiamato appassionati, cittadini e gruppi provenienti da diverse parti d’Italia.

Tre giorni tra storia e tradizioni agricole

La festa ha proposto tre giorni di incontri, dimostrazioni e iniziative dedicate alla memoria agricola dell’Agro Pontino.

Al centro dell’evento ci sono state le tradizioni di un tempo, i sacrifici dei primi pionieri e coloni arrivati nelle Paludi Pontine alla fine degli anni Venti del secolo scorso.

Un percorso che ha accompagnato la bonifica, la nascita delle terre fertili dell’Agro Pontino e la fondazione di Littoria, oggi Latina.

Mezzi d’epoca, aratura e trebbiatura

Durante la manifestazione si sono svolti il raduno di mezzi d’epoca e le dimostrazioni di aratura con trattori storici.

Spazio anche alla mietilegatura e alla trebbiatura, proposte anche in notturna.

Un modo per mostrare alle nuove generazioni il ciclo del lavoro agricolo e il legame profondo tra la città e la sua terra.

Montagner: “Custodire un patrimonio culturale e sociale”

“Tra arature con mezzi d’epoca, dimostrazioni di antichi mestieri, mezzi di semina e aneddoti storici legati alla nostra terra: questa è la Festa dell’Aratura”, ha spiegato Daniele Montagner, presidente dell’associazione Ala Littoria 1932.

Montagner ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione per mantenere viva una tradizione che lega alcune zone del Nord Italia alla periferia di Latina.

Alla festa hanno partecipato gruppi provenienti soprattutto dal Mantovano, dal Modenese, dal Padovano e dal Ferrarese.

Il legame con i coloni dell’Agro Pontino

L’obiettivo, ha ricordato Montagner, è custodire e tramandare un patrimonio culturale e sociale che appartiene alla storia del territorio.

Alla manifestazione hanno preso parte anche l’onorevole Giovanna Miele, il vicesindaco di Latina Massimiliano Carnevale e la consigliera comunale Pina Cochi.

La loro presenza ha rafforzato il significato istituzionale e comunitario dell’iniziativa.

Cochi: “Tre giorni che hanno cementato una comunità”

“Si sono vissuti tre giorni di festa che hanno cementato una comunità”, ha dichiarato Pina Cochi.

La consigliera ha ricordato come la Chiesuola abbia rivolto lo sguardo al passato per riscoprire le proprie radici.

Un legame che resta saldo con la terra dei primi coloni arrivati nelle Paludi Pontine spinti dalla fame e dalla voglia di costruire un nuovo futuro.

Una tradizione che guarda avanti

Per Cochi, la festa non è soltanto memoria.

È anche uno sguardo al futuro, grazie alle associazioni che ogni anno arrivano da diverse parti d’Italia per rievocare e tramandare i sacrifici legati al lavoro della Madre Terra.

Una tradizione che si rinnova e continua a parlare alla comunità.

Miele: “Una lezione di storia per Latina e per l’Italia”

“Questo organizzato dall’associazione Ala Littoria 1932 è un grande raduno nazionale che deve riempire d’orgoglio Latina e l’intero Paese”, ha dichiarato l’onorevole Giovanna Miele, presidente della Lega in Commissione Cultura e Istruzione.

Per Miele, l’evento riporta alle origini del territorio attraverso una rievocazione ricca di tradizione e amore.

La festa, ha aggiunto, rappresenta una lezione di storia per la città e per l’Italia.

Il sacrificio dei pionieri

Miele ha ricordato il sacrificio di chi lasciò il poco che aveva per arrivare in una terra allora desolata, malsana e difficile.

Con il lavoro, quei pionieri contribuirono a prosciugare acquitrini e paludi, trasformando lande inospitali in campi fertili.

Campi che ancora oggi, ha sottolineato, producono eccellenze agricole legate al territorio.

Agricoltura e comunità

Secondo Miele, se oggi esiste un made in Italy legato alla produzione orticola e se la cucina italiana è riconosciuta nel mondo, lo si deve anche al lavoro di chi ha amato e ama la terra.

La Festa dell’Aratura ricorda quindi le origini di Latina e insegna alle nuove generazioni non solo il ciclo della produzione agricola, ma anche il modo in cui si forma una comunità.

Perché, ha concluso l’onorevole, a Latina l’agricoltura ha creato una vera comunità capace di resistere nel tempo.

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