Centri estivi, Lbc: “Ritardi inaccettabili, a farne le spese famiglie e operatori”

"Le giustificazioni dell’assessora Tesone su questo fondamentale servizio sono dunque inaccettabili", il commento

“L’estate arriva tutti gli anni e tutti gli anni a giugno la scuola finisce per riaprire a settembre. Per l’amministrazione Celentano questa sembra essere però una novità, tanto da arrivare anche quest’anno con notevole ritardo nell’organizzazione dei centri estivi e anche dell’assistenza scolastica ai bambini e ragazzi con disabilità. Le giustificazioni dell’assessora Tesone su questo fondamentale servizio sono dunque inaccettabili, soprattutto per tantissime famiglie che devono sostenere dei costi e che spesso non possono permettersi di anticiparli e per gli operatori che restano senza lavoro”.

Così il movimento Latina Bene Comune, con la segretaria Elettra Ortu La Barbera e i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, commenta la situazione che si sta creando in tema di Servizi sociali, in particolare sull’organizzazione dei centri estivi e dell’assistenza dei minori con disabilità. Un disservizio che purtroppo scontano tanti cittadini e molti bambini che già vivono in una condizione di difficoltà.

“È evidente che, rispetto a un problema cruciale, non c’è da parte di questa amministrazione nessuna visione. Gli interventi continuano ad essere improvvisati e organizzati sull’emergenza – spiegano nel dettaglio la segretaria e i consiglieri del movimento – Questo non fa che generare incertezza nelle famiglie e negli stessi operatori. Alla terza estate, e con il bando in scadenza, continuare a lavorare in questo modo è una chiara indicazione di una mala gestione e di una totale inadeguatezza e mancanza di sensibilità rispetto a questo tema. Tutto quello che sta accadendo ha una precisa responsabilità politica. Se non sono stati messi soldi nel bilancio per i centri estivi e l’assistenza scolastica, questa è chiaramente una scelta. Allo stato attuale è previsto infatti solo un rimborso tramite un voucher con risorse ministeriali, ma le famiglie dovranno però anticipare i soldi nei centri estivi che hanno attivato le convenzioni. Resta poi l’incognita degli operatori, al momento senza lavoro”.

Un passo indietro. “Con l’attuale amministrazione l’assistenza ai bambini con disabilità è passata dal servizio Welfare al servizio Scuola, mentre quella dei centri diurni è rimasta in carico ai Servizi sociali. “Anche questa – aggiunge Lbc – una scelta politica compiuta da questa amministrazione che comporta una mancanza di continuità tra i due servizi. Il bando di gara, come sappiamo, è già pronto e gli uffici scuola hanno lavorato con efficienza, ma non ci sono fondi e capitoli di spesa dedicati. Dunque, il servizio rischia di non partire se non si procederà prima a una variazione di bilancio, che verrà fatta, come accaduto in molti altri settori, in tutta fretta e, appunto, in emergenza, perché l’incarico alla cooperativa Osa scade a fine giugno. Il rischio è poi che a settembre l’assistenza scolastica non parta per i tempi tecnici dovuti all’espletamento della gara. Con una giusta programmazione era possibile partire per tempo e offrire il servizio previsto nei tempi giusti. Così non è stato. E lo sanno bene purtroppo i lavoratori e le tante famiglie che si sono trovate al cospetto di un’amministrazione sorda alle loro esigenze”.

“Ricordiamo che i centri estivi, fino al 2022 con la passata amministrazione, garantivano 5 settimane. Lo scorso anno, in ritardo, sono state tre. E anche quest’anno l’impegno preso dall’assessore Nasso con i sindacati è per sole tre settimane. Come farà l’amministrazione a garantire un lavoro agli operatori? – sottolineano da Lbc – Eppure il Welfare è il pilastro di qualsiasi società civile ed è paradossale che proprio la sindaca Celentano, alla guida di un’amministrazione che non si sta rivelando all’altezza di questi temi, abbia la delega nazionale dell’Anci proprio su questo settore. I disservizi che incidono costantemente sulla vita delle persone non fanno che aumentare giornalmente la tensione sociale. Ma di questo l’amministrazione sembra non accorgersi”.

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