Cassa integrazione, Garullo (Uil): “Latina aumentano le ore concesse”

Nei primi nove mesi del 2024 sono state oltre settecentomila, nello stesso periodo del 2023 il numero si era fermato a 584.571

“Nel pontino aumentano le ore di cassa integrazione concesse a lavoratrici e lavoratori. Nei primi nove mesi del 2024 sono state oltre settecentomila, 704.704 ad essere precisi. Nello stesso periodo del 2023 il numero si era fermato a 584.571”. Sono alcuni dati tratti dallo studio della Uil sugli ammortizzatori sociali del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio, che la Uil di Latina ha elaborato focalizzando l’attenzione sul suo territorio.

“Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente – dice Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – scopriamo che le ore sono cresciute di oltre 120mila unità, pari a un incremento di oltre il 20 per cento. Un numero di ore autorizzate,  simili a Latina possiamo ritrovarle altrove, in altre province italiane, come Gorizia, Parma, Piacenza e Siena”.

Il contesto italiano è articolato: sei regioni, compreso il Lazio (-36,7%) hanno registrato una diminuzione della cassa integrazione, mentre le restanti regioni vedono un aumento della cassa integrazione.

“Quanto registrato nel nostro territorio provinciale – spiega l’esponente sindacale – è soprattutto un segnale che indica la prolungata sofferenza del tessuto economico e produttivo il quale, sconta i nodi di problemi che da decenni non trovano soluzione, come l’assenza di una seria politica industriale, la  carenza cronica di opere infrastrutturali quali l’allaccio all’autostrada, e, non ultima una rete di interventi di incentivi locali che rendano attrattivo il nostro territorio allo sviluppo delle attività esistenti e a nuovi investimenti anche attraverso l’opportunità del recupero dei centinaia di siti industriali dismessi presenti sul nostro territorio”.

“Anche per queste ragioni la nostra provincia è caratterizzata da una situazione di incertezza – aggiunge Garullo – che deve essere affrontata con decisione. Le Istituzioni, con l’aiuto delle parti sociali, sono chiamate ad affrontare queste difficoltà e a risolverle. E’ un errore imperdonabile – chiude Garullo – limitare e in alcuni casi addirittura tendere ad azzerare il confronto con il Sindacato Confederale sul territorio”.

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