Anche l’attività infermieristica entra nella cartella clinica elettronica delle aziende sanitarie del Lazio. La Regione ha infatti accolto la proposta del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio per rendere operativo il Professional Assessment Instrument – PAI, messo a disposizione gratuitamente dall’OPI di Roma.
Secondo quanto comunicato dall’Ordine, il Lazio sarebbe la prima Regione italiana a introdurre il sistema in tutte le proprie aziende sanitarie.
Il PAI è un programma informatico che permette di utilizzare un linguaggio infermieristico standardizzato, basato sulla tassonomia Nanda-I, facendo emergere nella cartella clinica le attività svolte dagli infermieri.
L’obiettivo è rendere più completa la rappresentazione delle condizioni e dell’assistenza al paziente e, allo stesso tempo, produrre dati utilizzabili anche per la programmazione sanitaria.
Formazione per oltre 40mila infermieri entro giugno 2027
Il percorso entrerà ora nella fase operativa. In Regione Lazio si è svolta una riunione con il direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani e la dirigente dell’area Innovazione e ICT Annalisa Bononati per organizzare le attività formative.
I corsi, secondo il programma annunciato, interesseranno oltre 40mila infermieri in tutto il Lazio entro giugno 2027.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, presente all’incontro con il presidente Maurizio Zega, metterà a disposizione docenti e know how per la formazione.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della sanità regionale, che comprende anche lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico e di strumenti per una gestione sempre più integrata delle informazioni sanitarie. Regione Lazio
Zega: «La documentazione diventa uniforme e confrontabile»
Per il presidente dell’OPI di Roma Maurizio Zega, l’introduzione di terminologie standardizzate può consentire di valorizzare maggiormente il lavoro infermieristico all’interno dei sistemi digitali sanitari.
«Le terminologie infermieristiche standardizzate (SNT) – ha dichiarato il Presidente dell’OPI Maurizio Zega – rendono la documentazione assistenziale uniforme, confrontabile e utilizzabile».
Zega ha quindi spiegato: «Integrando il PAI nella cartella clinica elettronica regionale si favorisce una valutazione strutturata e decisioni cliniche supportate da evidenze, mentre l’integrazione dei dati infermieristici migliora la qualità della documentazione, la sicurezza del paziente e la continuità delle cure».
Un utilizzo che, secondo il presidente dell’Ordine, può avere effetti anche sulla gestione complessiva del sistema sanitario: «Infine, i dati infermieristici vengono utilizzati per la governance clinica, la valutazione degli esiti e la programmazione sanitaria».
«È questo – ha concluso Zega – il contributo del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio alla salute pubblica nella nostra Regione».
Urbani: «Un passaggio importante»
Sull’integrazione del PAI è intervenuto anche Andrea Urbani, direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria.
«La Cartella Clinica Elettronica regionale non rappresenta soltanto un progetto di innovazione tecnologica, ma un percorso di evoluzione del nostro modello clinico-assistenziale».
Urbani ha poi sottolineato il ruolo della componente infermieristica: «L’integrazione del PAI costituisce un passaggio importante di questo percorso, perché porta all’interno della Cartella Elettronica anche la dimensione infermieristica dell’assistenza, attraverso un modello strutturato, standardizzato e fondato su solide basi scientifiche».
«Significa mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più efficaci per la presa in carico del paziente e favorire percorsi assistenziali più omogenei, tracciabili e sicuri in tutte le Aziende sanitarie del Lazio», ha concluso.
