Home Politica Nuovo ospedale Fondi-Terracina, il Patto progressista attacca: “Meno cemento, più servizi”

Nuovo ospedale Fondi-Terracina, il Patto progressista attacca: “Meno cemento, più servizi”

Il gruppo consiliare di Fondi, espressione di Pd, M5S e Sinistra Italiana, boccia l’ipotesi dell’ex Isola dei Ciurli

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«Meno cemento, più servizi». È questo il messaggio con cui il Patto progressista per Fondi, gruppo consiliare espressione delle realtà locali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, interviene sulla prospettiva del nuovo polo ospedaliero Fondi-Terracina e sull’emendamento regionale che ha modificato la perimetrazione del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, facendo venir meno il vincolo di Monumento naturale nell’area dell’ex Isola dei Ciurli.

La critica parte da una domanda: serve davvero costruire un nuovo ospedale oppure sarebbe possibile potenziare quelli già esistenti? Secondo il gruppo, prima di intervenire sui vincoli ambientali sarebbe necessario chiarire quale sarà il futuro del San Giovanni di Dio di Fondi e del Fiorini di Terracina. «La Regione dovrebbe motivare perché non sia possibile investire nel potenziamento dei due ospedali, nella ristrutturazione, così come nelle apparecchiature, nei servizi e soprattutto nel personale».

Il timore è che la realizzazione di una nuova struttura richieda anni, lasciando nel frattempo irrisolte le criticità dei due presidi attuali. Da qui la richiesta di una strategia condivisa tra Fondi e Terracina: «I due nosocomi devono completarsi l’uno con l’altro, nell’interesse generale dell’intero bacino che vanno a servire».

Poi c’è il nodo ambientale. Il gruppo contesta la scelta di intervenire sulle tutele dell’area dell’ex Isola dei Ciurli, tornata a essere, secondo la nota, un’area di valore naturalistico dopo la demolizione degli insediamenti abusivi. E solleva interrogativi anche sulle conseguenze urbanistiche: un nuovo polo sanitario avrebbe bisogno di strade, parcheggi e servizi, andando a incidere su un’area vicina al lago e alla costa.

Nel mirino finisce anche il centrodestra e, in particolare, Forza Italia. Il gruppo cita le recenti dichiarazioni del senatore Claudio Fazzone sulle difficoltà della sanità del territorio e replica: «Ma Forza Italia lo sa che è stata ed è attrice protagonista di questo disegno?».

La richiesta finale è quella di aprire una discussione più ampia, coinvolgendo operatori sanitari, associazioni e cittadini. Il timore espresso è che l’ospedale possa diventare «un cavallo di Troia per fare speculazione edilizia». Una posizione netta, dunque, che non si limita a contestare la localizzazione: il Patto progressista chiede prima di tutto di chiarire quale modello sanitario si voglia costruire per il comprensorio e come garantire i servizi nel frattempo.

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