Bullismo e truffe agli anziani, il Capitano dei Carabinieri all’Istituto Loi

Incontro a scuola per discutere di legalità e bullismo ieri mattina alla Loi di Nettuno con il Capitano dei carabinieri

Incontro a scuola per discutere di legalità e bullismo ieri mattina all’Istituto Superiore Emanuela Loi di Nettuno. Il Capitano dei carabinieri di Anzio Alessandro De Palmaha parlato a lungo con due classi di prima e seconda superiore per illustrare quali siano i comportamenti deviati dei minori, che spesso hanno atteggiamento sbagliati gli uni con gli altri, alle volte senza arrivare a capire la gravità del proprio modo di agire.
Il Capitano De Palma, che nei giorni scorsi ha incontrato in due diverse occasioni anche i ragazzi dell’Alberghiero, ha usato molta energia per spiegare ai ragazzi che non bisogna avere paura dei bulli e delle persone, aggressive, che le denunce rispetto ai comportamenti deviati di alcuni compagni vanno fatte sempre, anche e soprattutto in forma anonima, per permettere alle forze di polizia di intervenire e indagare su cose che non vanno. A scuola non manca, ad esempio il fenomeno dello spaccio e del consumo di droga e anche su questo c’è massima attenzione. E non è detto che le prime denunce e segnalazioni non siano già arrivare ai carabinieri, che saranno presenti a scuola a più riprese. Il fenomeno del bullismo, tra l’altro, di recente, riguarda sempre più spesso i ragazzi più giovani e anche le ragazze. Quello che non sempre si dice è che chi bullizza i compagni a scuola è stato bullizzato a sua volta da altri o in famiglia.
“I bulli pensano di essere furbi – ha spiegato il Capitano – ma chi oggi è bullo domani può essere bullizzato, un comportamento corretto salvaguarda tutti. Dovete denunciare i bulli per fermarli, per dare una mano anche a loro a capire dove sbagliano e a cambiare, per diventare persone migliori”. Il Capitano si è poi confrontato nel dialogo con diversi minori, alcuni dei quali hanno espresso paure e timori a confrontarsi e denunciare i bulli, ma anche, paradossalmente a frequentare chi denuncia. “Chi denuncia – ha concluso il Capitano – anche in forma anonima – è una persona coraggiosa che vuole salvare un compagno in difficoltà, una persona presa di mira o addirittura aggredita. Una persona di questo tipo va tutelata anche dalle forze di polizia che agiscono sempre nell’interesse della legalità e dei minori”. Quindi è stato trasmesso un video per sensibilizzare i giovani al tema della violenza sulle donne e, infine, il Capitano ha voluto discutere con i ragazzi dei pericoli delle truffe agli anziani. “So che non siete anziani, ma parlando con voi posso raggiungere quattro anziani, i vostri nonni. Parlate con loro, metteteli in guardia e consegnate loro i nostri opuscoli con cui gli spieghiamo come riconoscere un truffatore”.

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