Abusi edilizi nel B&B a Monte San Biagio, sigilli violati quattro volte dopo il primo sequestro

La struttura ricettiva ricade in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. I Carabinieri forestali valutano il comportamento del Comune

Non era bastato un primo sequestro del 2023 per fermare l’ampliamento abusivo del B&B Aia Antica di Monte San Biagio. I carabinieri forestali del Nipaaf di Latina sono dovuti tornare a più riprese per documentare una serie di violazioni dei sigilli, quattro in tutto, fino a quando nei giorni scorsi hanno sequestrato nuovamente l’area che i proprietari stavano trasformando in un piccolo villaggio turistico in assenza del permesso di costruire, con piscina e quattro bungalow in muratura.

Una vicenda sulla quale gli investigatori forestali intendono approfondire il ruolo del Comune, non solo perché la struttura ricettiva si trova all’ombra del municipio, ma anche perché dovrà essere chiarito se l’amministrazione locale avesse provveduto a prendere atto del mancato ripristino dei luoghi che comporta l’acquisizione degli abusi edilizi al patrimonio dell’ente.
L’indagine del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare e Forestale del Gruppo di Latina era iniziata perché il b&b Aia Antica si trova all’interno di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, classificato come sito di notevole interesse pubblico con un decreto ministeriale del 1956. I carabinieri avevano riscontrato la realizzazione di quattro piazzole in cemento, dotate di allacci agli impianti, che lasciavano presupporre la predisposizione per la successiva realizzazione dei bungalow, quindi avevano adottato il sequestro.

Successivamente i carabinieri avevano accertato che nonostante i sigilli, i proprietari avevano continuato a realizzare gli abusi edilizi, con lo scavo che poi è diventato una piscina di 66 metriquadri al di fuori dell’area sequestrata in precedenza, e i mini alloggi. In questo lasso di tempo, su sollecito dei militari, l’ufficio tecnico comunale aveva emesso l’ordinanza di sospensione dei lavori e contestuale ripristino dei luoghi, ma gli interventi di natura illecita nella struttura ricettiva sono continuati e l’ente locale non ha di fatto ancora proceduto all’acquisizione, al proprio patrimonio, dell’area sulla quale insistono i manufatti abusivi. In questo senso l’indagine dei carabinieri forestali prosegue proprio per valutare le responsabilità dei tecnici dell’ente chiamati a portare avanti la procedura prevista dalla legge in materia edilizia.

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