Bollette gas e luce insolute, Eni Plenitude e Comune di Aprilia si mettono d’accordo per chiudere la questione con un arbitrato.
Dopo un ricorso al Tar, respinto per una richiesta massiva inoltrata al Comune di Aprilia da parte di Eni Plenitude un paio di mesi fa, l’ente è stato nuovamente chiamato dal venditore per raggiungere un accordo su una serie di fatture forse rimaste insolute.
La richiesta di Eni Plenitude riguardava la fornitura di gas e luce stipulata per alcune utenze dal Comune di Aprilia e mai saldate, pertanto per poter difendere i suoi interessi la società aveva fatto richiesta di tutti gli atti riconducibili a quelle forniture.
Questa richiesta, in sintesi, era stata all’origine dell’istanza di accesso agli atti di cui è stato investito il Tribunale Amministrativo Regionale, che ha dovuto dar ragione all’ente che non aveva risposto alla mole di documenti di cui il venditore chiedeva di aver contezza e copia.
Un errore dell’ufficio legale del gestore di energia, che ha sbagliato a presentare la richiesta di accesso agli atti? Sta di fatto che la questione delle bollette non pagate è andata avanti ed entrambe le parti devono essere arrivate a più miti consigli.
Così riporta la determinazione n. 238 dell’avvocatura comunale, che porta la data del 23 febbraio scorso, nella quale si apprende che l’Eni ha citato il Comune per una mediazione, ovvero quel procedimento stragiudiziale che è finalizzato a ricomporre la controversia senza rivolgersi ad un tribunale.
In sostanza Eni ha chiesto al Comune il pagamento di 32.625,30 euro, oltre interessi legali e moratori, per presunte fatture insolute emesse a titolo di corrispettivi per la somministrazione di energia elettrica e gas; la società lo scorso 9 gennaio ha dato comunicazione di aver avviato la procedura di mediazione con la trasmissione delle linee guida riguardanti i costi da sostenere in caso di adesione. Già nel corso del primo incontro del 5 febbraio sia il Comune che l’Eni si esprimevano positivamente sulla possibilità voler proseguire con incontri successivi al fine di raggiungere un accordo impegnandosi a versare le indennità. L’adesione del comune è stata ufficializzata il 4 febbraio.
Se tutte le somme richieste fossero state saldate regolarmente, agli uffici comunali sarebbe bastato inviare un report circostanziato, con copia dei mandati di pagamento, e non magari accettare e concordare una mediazione.