Aprilia, scuola Gramsci: l’UDC chiede trasparenza sul trasferimento e sulla nuova sede

Il coordinamento cittadino chiede alla Commissione straordinaria di chiarire progetto, costi, tempi e alternative

Trasparenza e rispetto: è questa la richiesta che l’ UDC di Aprilia rivolge alla Commissione straordinaria intervenendo sulla vicenda della scuola Gramsci, un argomento che in questi giorni sta sollevando riflessioni e polemiche da parte della politica, della società e della stessa proprietà dell’edificio che ha ospitato per decenni la scuola media di via Marco Aurelio.

Una maggiore trasparenza sulle decisioni adottate e, soprattutto, una chiara programmazione per il futuro dell’istituto emerse finora da indiscrezioni sulla stampa, che si rincorrono ogni giorno, fino alla provocazione lanciata dal Comitato Aprilia Centro che ha chiesto alla famiglia Damizi di donare all’edificio alla comunità.
La scuola trasloca per una questione di sicurezza oppure perché il comune è in crisi finanziamente parlando?

Secondo il Coordinamento cittadino, la questione coinvolge centinaia di studenti, le loro famiglie, il personale scolastico e l’intera comunità apriliana, rendendo necessario un confronto pubblico sulle scelte compiute.

Nel documento diffuso dal coordinatore Pietro Fazio, il partito riconosce che la sicurezza degli studenti e del personale rappresenta una priorità assoluta e precisa di non voler alimentare polemiche né mettere in discussione il lavoro della Commissione Straordinaria, chiamata ad assumere decisioni particolarmente delicate nell’interesse pubblico.

L’UDC ritiene tuttavia che proprio l’importanza della vicenda imponga la massima trasparenza, affinché i cittadini possano conoscere il percorso che ha portato alla decisione del trasferimento e il progetto previsto per il futuro della scuola Gramsci.

Per questo il partito chiede che vengano illustrate pubblicamente le valutazioni tecniche e amministrative che hanno determinato il trasferimento, i criteri utilizzati per individuare la nuova sede, i costi complessivi dell’operazione, il cronoprogramma degli interventi e della sistemazione temporanea, oltre alle eventuali alternative prese in considerazione prima della decisione finale.

Secondo l’UDC, il trasferimento può rappresentare una soluzione necessaria nell’immediato, ma non deve trasformarsi nella risposta definitiva al problema. Da qui la richiesta di definire fin da ora un percorso pubblico per la realizzazione della nuova scuola Gramsci, indicando l’area destinata all’intervento, le possibili fonti di finanziamento, le principali fasi progettuali e una previsione dei tempi necessari per la costruzione del nuovo edificio.

«I cittadini – sottolinea il Coordinatore Cittadino, Pietro Fazio – hanno il diritto di sapere non soltanto dove saranno ospitati gli studenti nei prossimi mesi, ma soprattutto quale sarà la sede definitiva della scuola e quale percorso consentirà di restituire alla città un edificio moderno, sicuro e adeguato alle esigenze delle future generazioni».

Per l’UDC la vicenda della Gramsci può diventare anche un’occasione per rilanciare l’edilizia scolastica, trasformando un’emergenza in un progetto capace di garantire ad Aprilia una soluzione stabile e definitiva.

Il comunicato si conclude con un messaggio che sintetizza la posizione del partito: «L’emergenza impone decisioni rapide. Il futuro richiede una visione. Aprilia ha bisogno di entrambe.»

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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