Azioni in contrasto con gli impegni presi, nelle scorse settimane, dalle Commissarie sia verso i sindacati ma, soprattutto, nei confronti dei lavoratori. Nessun ripensamento sul progetto di smantellare la Multiservizi, al punto che i sindacati contestano la mancata attivazione delle procedure obbligatorie di legge e del contratto nazionale ritenendo la procedura illegittima.
Non sembra finire nel migliore dei modi il tavolo di mediazione aperto sulla Asam, che aveva visto la partecipazione delle commissarie e dei sindacati per allontanare lo spettro della chiusura della società municipalizzata del comune di Aprilia, con l’obiettivo a breve di evitare l’esternalizzazione del servizio di pulizie degli immobili comunali.
Il primo aprile il servizio dovrebbe partire comunque e la cooperativa che dovrebbe svolgere questa mansione avrebbe manifestato l’intenzione di assumere due addette attualmente in forza all’Asam.
Tutto ciò ha fatto saltare sulla sedia i sindacati che, alla luce di quanto emerso nell’ultima riunione di qualche giorno fa, non hanno più intenzione di mantenere un basso profilo, ed annunciano nuovamente scioperi e manifestazioni.
Lo stato di agitazione proclamato a febbraio e poi rientrato per la disponibilità del Comune a trovare una soluzione alternativa è di nuovo realtà
La lotta per salvare il posto di lavoro riprende.
Non sembra finire nel migliore dei modi il tavolo di mediazione aperto sulla Asam, che aveva visto la partecipazione delle commissarie e dei sindacati per allontanare lo spettro della chiusura della società municipalizzata del comune di Aprilia, con l’obiettivo a breve di evitare l’esternalizzazione del servizio di pulizie degli immobili comunali.
Il primo aprile il servizio dovrebbe partire comunque e la cooperativa che dovrebbe svolgere questa mansione avrebbe manifestato l’intenzione di assumere due addette attualmente in forza all’Asam.
Tutto ciò ha fatto saltare sulla sedia i sindacati che, alla luce di quanto emerso nell’ultima riunione di qualche giorno fa, non hanno più intenzione di mantenere un basso profilo, ed annunciano nuovamente scioperi e manifestazioni.
Lo stato di agitazione proclamato a febbraio e poi rientrato per la disponibilità del Comune a trovare una soluzione alternativa è di nuovo realtà
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