Aprilia, il mutuo per Casalazzara finanzia il riassetto degli uffici: esplode il caso nelle borgate

Per i rappresentanti delle borgate, la rete fognaria della zona periferica continua a rappresentare un'opera prioritaria

Che cosa lega il collettore fognario di Casalazzara 2, il possibile trasferimento della scuola media Gramsci a Palazzo Arlecchino e lo spostamento degli uffici comunali nell’ex centro commerciale Il Tulipano? A prima vista nulla. Eppure, il filo conduttore esiste ed è tutto nelle scelte finanziarie dell’amministrazione.

La deliberazione numero 58 adottata dalla Commissione straordinaria il 29 giugno, pubblicata nel tardo pomeriggio, offre una chiave di lettura alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sul futuro della scuola Gramsci.

L’ipotesi è quella di trasferire l’istituto nei locali di Palazzo Arlecchino, l’ex Palazzo di Vetro, mentre gli uffici comunali, destinati a lasciare l’immobile di via Marco Aurelio alla scadenza del contratto di locazione, verrebbero ricollocati nell’ex centro commerciale Il Tulipano, acquisito dal Comune e oggetto di un progetto di riqualificazione finanziato con fondi PNRR e PINQuA.

Per rendere possibile questa complessa riorganizzazione degli spazi comunali, però, servono risorse economiche. Ed è qui che entra in scena Casalazzara.

Il Comune ha infatti deciso di riprogrammare un mutuo acceso il 29 dicembre 2014, di oltre un milione di euro, originariamente destinato alla realizzazione del collettore fognario di Casalazzara 2. Un’opera che, a distanza di oltre dieci anni, non è mai partita. Nella delibera si legge che il finanziamento è rimasto inutilizzato a causa di “carenze amministrative e tecniche che, fin dalla sua origine, ne hanno impedito la realizzazione”. Tra le criticità vengono richiamate la mancata individuazione definitiva dell’area, l’assenza delle procedure di esproprio e il necessario aggiornamento del progetto e dei relativi costi.

E, dopo gli aumenti delle tariffe per il rilascio delle autorizzazioni e per i rinnovi delle prese d’atto dei sistemi a tenuta dei reflui, introdotti nell’ambito della politica di contenimento della spesa, per le periferie arriva quello che il Coordinamento dei Consorzi e Borgate definisce l’ennesimo duro colpo. Mentre i cittadini continuano a sostenere costi crescenti per la gestione degli scarichi, vedono allontanarsi ancora una volta la prospettiva di un’infrastruttura fognaria attesa da oltre dieci anni. Una scelta destinata ad alimentare il malcontento di chi vive nelle borgate, dove l’emergenza igienico-sanitaria resta ancora irrisolta.

Una scelta che ha immediatamente suscitato la reazione del Coordinamento dei Consorzi e Borgate di Aprilia, che parla di una decisione “inopportuna”. Secondo il Coordinamento, le responsabilità del mancato avvio dell’opera ricadono sulla politica, incapace in tutti questi anni di individuare una soluzione definitiva per la localizzazione del collettore e dell’impianto di depurazione, nonostante la disponibilità manifestata anche da un imprenditore locale a mettere a disposizione un terreno ove realizzare l’opera pubblica.

Per i rappresentanti delle borgate, la rete fognaria di Casalazzara continua a rappresentare un’opera prioritaria. Gli scarichi non depurati e il rischio di contaminazione delle falde acquifere, sostengono, rendono oggi gli interventi igienico-sanitari ancora più urgenti rispetto al passato. Per questo motivo, vedere quelle risorse destinate a finanziare il riassetto degli immobili comunali viene interpretato come un segnale preoccupante.

La vicenda, dunque, riporta al centro del dibattito il tema delle priorità amministrative. Da un lato la necessità di trovare una sistemazione definitiva per scuole e uffici comunali; dall’altro il rischio che un’infrastruttura attesa da oltre un decennio venga ulteriormente rinviata, mentre nelle periferie continuano a pesare le criticità legate alla rete fognaria e alla tutela dell’ambiente.

Il nodo, dunque, non riguarda soltanto un trasferimento di sedi, ma una scelta politica sulla destinazione delle risorse pubbliche e sull’ordine delle priorità per il futuro della città.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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