Aprilia: aumenti e proteste, le alternative ai tagli

In alcuni Comuni vicini si è scelto di adottare il baratto amministrativo per consentire di ottenere benefici fiscali

Possibile che non esistesse un’altra strada per evitare i rincari previsti dall’ultimo bilancio, che stanno sollevando critiche e proteste in ogni parte della città? È la domanda che molti cittadini si stanno ponendo dopo che, alla notizia degli aumenti, si aggiunge giorno dopo giorno una nuova voce destinata a pesare sulle tasche di famiglie e imprese.

Mentre ad Aprilia si è scelto di intervenire aumentando tariffe e tributi per far quadrare i conti, altri Comuni hanno sperimentato strumenti alternativi per alleggerire il peso fiscale sui cittadini. È il caso di Norma, dove nel 2024 l’amministrazione comunale ha approvato la possibilità di ottenere sconti sulla Tari per chi si prende cura di aree verdi e spazi pubblici. Oppure di Velletri, che ha recentemente riaperto i termini per aderire al cosiddetto baratto amministrativo, consentendo ai residenti di presentare domanda fino al 30 giugno.

Attraverso questo strumento i cittadini possono beneficiare di agevolazioni sui tributi comunali in cambio dello svolgimento di attività di pubblica utilità. Si tratta di un meccanismo che consente di ridurre o estinguere debiti relativi a imposte locali come Tari, Imu o Tasi attraverso interventi a favore della collettività.

Non si tratta di un lavoro retribuito né di un rapporto di lavoro subordinato: il cittadino mette a disposizione il proprio tempo per attività di interesse pubblico e riceve in cambio esclusivamente un beneficio fiscale. Le attività possono riguardare la pulizia, la manutenzione e l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, edifici pubblici e, più in generale, interventi destinati al decoro urbano.

Il baratto amministrativo è stato introdotto dal Decreto Sblocca Italia del 2014 e successivamente disciplinato dal Codice dei Contratti Pubblici. Tuttavia la sua applicazione non è automatica né obbligatoria. Ogni Comune può adottarlo soltanto dopo aver approvato uno specifico regolamento che ne definisca modalità, limiti di spesa, requisiti economici e tipologie di intervento ammesse.

Ed è proprio qui che si trova la risposta alla domanda che molti si pongono: perché Aprilia non ha scelto questa strada?

La Commissione Straordinaria, oltre ad aver escluso l’adesione alla cosiddetta rottamazione quinquies — che avrebbe consentito ai contribuenti di saldare i debiti versando il solo capitale residuo e le spese vive, con l’azzeramento di sanzioni e interessi — non avrebbe comunque potuto attivare il baratto amministrativo in assenza di un regolamento comunale dedicato.

A Velletri, ad esempio, il progetto si basa sul regolamento approvato dal Consiglio comunale nel novembre 2025 e punta a favorire forme di collaborazione attiva tra cittadini e amministrazione nella cura del territorio. Nella provincia di Latina esistono anche precedenti consolidati come quello di Cori, tra i primi Comuni ad aver adottato questo strumento.

Ad Aprilia, invece, non risulta attualmente in vigore alcun regolamento specifico sul baratto amministrativo. Le situazioni di disagio economico o di morosità vengono affrontate attraverso altri strumenti, come la rateizzazione dei tributi, che consente di dilazionare il pagamento dei debiti in base alle condizioni economiche del contribuente.

Restano inoltre le agevolazioni sociali collegate alla Tari, con esenzioni totali o parziali destinate ai nuclei familiari in possesso di determinati requisiti ISEE. Misure certamente utili, ma che per molti cittadini non rappresentano una risposta sufficiente di fronte all’ondata di aumenti che sta interessando la città e che continua ad alimentare il dibattito su quali alternative avrebbero potuto essere percorse.
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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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