“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Resy Langiano – L’INTERVISTA

Viaggio nella città che verrà. Le idee e le impressioni dei principali protagonisti dell'Aprilia di domani


Resy Langiano è nata il 18 dicembre 1960 a Barletta, antica città della Puglia, centro manifatturiero, ricco di tradizioni e vicino al mare, con un un’area archeologica, tra le più belle, il sito di Canne, dove fu combattuta una delle principali battaglie della seconda guerra punica. Fattori che incidono molto nella sua formazione personale, trasmettendole l’amore per la storia e la cultura classica. Dopo il liceo classico, infatti, Resy prosegue il suo percorso di studi iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza, coltivando – durante il cammino verso la laurea – le sue grandi passioni: la scrittura, la lettura, il cinema ed il teatro. E’ solo per amore che abbandona la sua bellissima terra: si trasferisce ad Aprilia nel 1986, lo stesso anno in cui sposa Angelo, dove trova anche un lavoro come impiegata amministrativa nel settore privato. Estroversa e con una forte capacità comunicativa, che la porta a socializzare con estrema facilità, Resy è impegnata da sempre nel volontariato; la sua scuola è stato il CIF, il Centro Italiano Femminile, un’associazione di ispirazione cattolica che, da oltre ottanta anni, attraverso una rete territoriale a livello nazionale, promuove e difende i diritti delle donne, valorizzando il loro ruolo in tutti gli ambiti della vita sociale.

Nel 2008 Resy viene eletta presidente della sezione comunale del CIF, un’esperienza molto coinvolgente, che l’ha forgiata e che le ha fatto comprendere pienamente quanto fare il bene faccia meglio a chi lo compie, piuttosto che a chi lo riceve.
Una situazione che la vita le ha dato modo di sperimentare a parti inverse: nel 2012, a seguito di uno screening mammografico, le viene diagnosticato un tumore al seno; l’effetto che quella notizia provoca in Resy è devastante, perché mentre cresce la paura per se stessa, riaffiora il dolore per la perdita di una sorella, morta a causa di quello stesso male che l’ha colpita.

Resy trova la forza di reagire, si sottopone ad un intervento, poi inizia la terapia, si cura e sperimenta l’ impatto con una realtà dove le persone sono sole con la loro malattia, a combattere la battaglia più dura della vita certamente, ma facendo i conti anche con gli abbandoni, in una sorta di rassegnazione passiva, nell’impossibilità di prevedere il corso della propria salute. La sua malattia la porta ad osservare se stessa, a riscoprire la sua realtà: nonostante tutto, Resy sente di essere una donna fortunata; la sua solidissima famiglia si stringe intorno a lei, il marito, i figli, Giuseppe e Giovanni, le sono accanto, sempre, facendole sentire la presenza, che si manifesta al momento giusto, per essere tranquillizzata, rincuorata, coccolata.

E’ un’ulteriore spinta per offrire il suo aiuto a quelle donne che vivono nell’incertezza e nell’indifferenza. Si dimette allora da presidente del CIF, aderisce all’ANDOS, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, e nel 2019 diventa presidente del Comitato di Aprilia.
I primi anni non sono stati semplici, nel direttivo non tutti remano dalla stessa parte e Resy si trova ad un bivio, non sa se restare o andar via. Rabbia e timore prendono il sopravvento, più volte è tentata di abbandonare il progetto, ma poi come in tutti i momenti difficili che hanno scandito la sua vita, è arrivata la sua famiglia a sostenerla e alcuni “incontri” fortunati con persone animate dalla stessa volontà del “dare”.

È nonna della piccola Emma, alla quale dedica molto del suo tempo libero.
La missione di Resy è ancora quella di accogliere, supportare, aiutare, abbracciare le donne, le più fragili, le più sole. Anche se sa bene che anche quelle forti hanno, comunque, bisogno, almeno, di un sorriso.

  • Cosa vuol dire per un cittadino che ha bisogno di ricevere assistenza dal servizio sanitario pubblico abitare ad Aprilia? Gli apriliani sono cittadini di serie A o di serie B?

“Purtroppo l’estensione e la densità demografica della città di Aprilia non garantiscono sempre un’altrettanta ed ampia fruizione di quelli che sono le prestazioni del SSN. Non parlerei di cittadini di serie A e di serie B, a prescindere. Piuttosto, diversificherei tra ottima prestazione sanitaria (per esempio il Polo Oncologico, vero e proprio fiore all’occhiello del nostro territorio) e, di contro, servizi insufficienti o troppo procrastinati nel tempo, perché, sovente, l’offerta non riesce a soddisfare la domanda, perché mancano gli operatori specializzati, perché non ci sono le apparecchiature diagnostiche e, laddove dove ci sono, talvolta sono obsolete”.

  • Le istituzioni, secondo quella che è stata la sua esperienza, si sono fatte parte attiva per sostenere le rivendicazioni dell’associazione che rappresenta?

“No. L’attuale governo, pure guidato da una donna, contrariamente alle promesse, ai proclami ed alle assicurazioni della prima ora, ha clamorosamente disatteso le aspettative, tagliando addirittura i fondi destinati alla prevenzione per il tumore al seno, il big killer dell’era moderna.
Anche le istituzioni di prossimità hanno assunto lo stesso atteggiamento: disponibilità assoluta durante i pubblici convegni, silenzio altrettanto assoluto alla richiesta di un incontro”.

  • In cosa sente vicina la cittadinanza apriliana rispetto alle tematiche di cui vi fate portatrici?

“C’è una linea invisibile, ma dirimente, tra coloro che della nostra associazione si fidano e, perciò, si affidano e coloro che, al contrario, nutrono un’irrazionale diffidenza.
Nel primo gruppo annoveriamo coloro che, purtroppo, sono state colpite dalla malattia e che, dunque, trovano accoglienza e conforto, proprio da chi ha percorso, prima di loro, lo stesso doloroso cammino ma che, alla fine, nella maggior parte dei casi, è arrivata, vittoriosa, alla meta”.

  • Tra le associazioni che rappresentano la parte più fragile della comunità è stato possibile tessere alleanze e collaborazione?

“Non ci sono alleanze con altre associazioni, soltanto qualche rara collaborazione per comuni eventi. Personalmente sono dell’idea che si debba lavorare per il fine che ogni associazione persegue, altresì il nostro Comitato afferisce all’Andos Nazionale, per la quale ci sono criteri abbastanza rigorosi da osservare”.

  • Il comune di Aprilia è stato commissariato e sciolto per infiltrazioni mafiose. Secondo lei quali potrebbero essere tre temi che la prossima amministrazione che governerà Aprilia dovrebbe inserire tra le priorità? Escludendo la moralità che dovrebbe essere la parola d’ordine.


“La res publica, di ciceroniana memoria, era la res populi, ossia una comunità a cui erano garantiti diritti e tutelati interessi individuali e collettivi.
Il primo tema, a parer mio, dovrebbe essere la competenza: la capacità, ovvero, nel momento in cui si costituisce la squadra che andrà ad amministrare (da default almeno per un lustro!) un ragguardevole numero di cittadini, bisognerebbe comprovare l’effettiva abilità di ognuno, chiamato a ricoprire il ruolo assegnato. Il numero di voti, come da empirica esperienza, non sempre corrisponde ad abilità e sapere. Il secondo tema da affrontare è invece l’imparzialità, che dovrebbe essere sempre il sale di ogni scelta e di ogni azione. Ancora di più all’interno di un’amministrazione comunale ove, mai, dovrebbero esistere simpatie, nepotismi, tacite alleanze, celati interessi. Infine, ma non meno importante, la valorizzazione delle risorse locali, non il semplice sentire, ma ascoltare con attenzione tutti quegli uomini e quelle donne che del volontariato hanno fatto una missione, per dare voce a chi soffre, a chi è fragile, a chi è sola, a chi è straniero, a chi è disoccupato, a chi è maltrattata, a chi ha necessità di sentirsi parte integrante di una comunità”.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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