“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Pietro Fazio – L’INTERVISTA

Viaggio nella città che verrà. Le idee e le impressioni dei principali protagonisti dell'Aprilia di domani

Pietro Fazio, è l’ex segretario regionale per il Lazio della Fistel CISL, la federazione sindacale che tutela i lavoratori dei settori dell’informazione, dello spettacolo e delle telecomunicazioni, sindacato per il quale ha ricoperto anche il ruolo di componente del consiglio regionale del Lazio e nazionale.
E’ un dipendente della TIM e la sua lunga esperienza sindacale è maturata in diversi settori, tra cui telecomunicazioni, cartotecnico e grafico.
Il 17 aprile del 2025 è stato nominato coordinatore cittadino dell’UDC di Aprilia, incarico che ricopre ancora oggi; promotore del Comitato di Monitoraggio Ambiente e Salute Pubblica è anche uno dei fondatori di Generazioniinsieme APS, un’associazione dedicata a favorire il dialogo intergenerazionale.
In qualità di responsabile dell’UDC partecipa alla formazione di una proposta di governo seria e credibile , ovviamente da destra, ma con l’Unione di Centro partecipa a questo confronto con spirito costruttivo, con l’obiettivo di lasciare aperta la porta, oltre che al dialogo, ad una aggregazione aperta e inclusiva, capace di coinvolgere anche realtà civiche, mondi produttivi, professionisti e sensibilità moderate che si riconoscano in un progetto concreto
per Aprilia.
Guarda il bicchiere e lo vede sempre mezzo pieno. Per lui il commissariamento per infiltrazioni mafiose, per quanto amaro e difficile, è stato un atto di tutela della parte buona della città che, in questo modo, non viene sconfitta, ma condotta su un percorso dove poter creare le condizioni di un autogoverno pulito e credibile.
Solo così, dice, Aprilia saprà reagire, dimostrando che legalità e onestà rappresentano la sua vera identità.

  • Come pensa sia possibile, oggi, avvicinare le persone alla politica e alla vita cittadina dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni?

    “Lo scioglimento del Comune ha segnato una frattura profonda nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Ricostruire questo legame significa ripartire da partecipazione, trasparenza e responsabilità.
    È necessario creare luoghi reali di confronto: comitati civici, associazioni, momenti pubblici sui temi che incidono concretamente sulla vita quotidiana delle persone.
    In questo senso, iniziative come un Comitato Ambiente e Salute Pubblica possono rappresentare presìdi civici importanti, capaci di mettere in rete cittadini, competenze tecniche e istituzioni su questioni condivise, senza steccati politici.
    La politica deve tornare ad ascoltare, spiegare e rendere conto delle proprie scelte”.
  • Qual è stata secondo lei la reazione dei cittadini alla notizia dello scioglimento del consiglio comunale e secondo lei, quella dei giovani, spesso con un ruolo poco attivo nella comunità?

    “Tra i cittadini prevalgono delusione e disincanto, ma anche una forte richiesta di serietà e normalità amministrativa.
    I giovani, in particolare, avvertono una distanza dalla politica tradizionale, che invece spesso viene percepita come autoreferenziale e poco utile al loro futuro.
    Tuttavia, quando vengono coinvolti in percorsi autentici di partecipazione, dimostrano interesse e senso di responsabilità.
    In questa direzione si colloca anche l’esperienza di Generazioniinsieme APS, una associazione di promozione sociale che è stata recentemente costituita, e c he è nata per favorire il dialogo intergenerazionale e la partecipazione attiva tra giovani e meno giovani.
    Il problema vero delle nuove generazioni non è l’apatia, ma la mancanza di spazi credibili in cui le diverse generazioni possano confrontarsi e costruire insieme proposte per la città”.
  • Pensa che un Comune come Aprilia, dopo essere stato commissariato, possa diventare un laboratorio politico dove emerga davvero la voglia di migliorare la città oppure a prevalere saranno sempre gli stessi atteggiamenti aggressivi e conflittuali?

    “Aprilia può diventare un laboratorio politico, ma solo se a cambiare sarà il metodo con il quale ci si confronta. Un vero laboratorio politico nasce dal basso, dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, mondo del lavoro, scuola e volontariato.
    Aprilia dispone di risorse umane e sociali importanti. Se si riuscirà a superare personalismi e contrapposizioni sterili, puntando sulla competenza, sulla programmazione e sulla partecipazione, questa fase potrà trasformarsi in un’occasione di crescita civile e democratica”.
  • Al netto della questione morale, che resta un prerequisito imprescindibile, ci indichi tre temi dai quali ripartirebbe per amministrare al meglio Aprilia.

    “Nell’ipotizzare una prospettiva di governo, sarà fondamentale, appena sarà possibile, acquisire un quadro chiaro e trasparente della situazione economico-finanziaria dell’Ente, condizione necessaria per garantire stabilità amministrativa e qualità nei servizi ai cittadini. Solo a partire da dati certi sarà possibile definire impegni concreti e sostenibili per la città. Centrale sarà l’ascolto dei quartieri, delle periferie e del tessuto economico e sociale, per costruire una proposta che risponda realmente ai bisogni della città. I temi sui quali, secondo me, andrebbe costruito un serio piano di ricostruzione della città sono il lavoro e lo sviluppo, rilanciando l’area industriale e investendo in formazione e occupazione. In secondo luogo aggiungerei coesione sociale e partecipazione, risultati che otterrei rafforzando i servizi, la scuola, la cultura, lo sport e favorendo il dialogo tra generazioni differenti. A questi temi ritengo dovrebbe affiancarsi una Carta dei Valori, da condividere idealmente in ogni angolo della città, che richiami i principi della Costituzione e le radici cristiane intese come patrimonio culturale e sociale: solidarietà, dignità della persona, bene comune e responsabilità”.
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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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