Annullato il sequestro e liberato l’imprenditore Fabrizio Coscione

In questi giorni infatti il tribunale del Riesame di Latina, presieduto da Gian Luca Soana, ha annullato il sequestro milionario di beni

Le indagini per corruzione sulla giudice del tribunale di Latina Giorgia Castriota e i suoi stretti collaboratori ai quali venivano affidati incarichi nell’ambito dell’amministrazione per i beni sequestrati hanno finito per travolgere anche le stesse indagini condotte dalla gip nei confronti dell’imprenditore Fabrizio Coscione, colui che, presentando denuncia e segnalando le anomalie, ha fatto scattare l’inchiesta.

Castriota e Ferraro restano in carcere. In questi giorni infatti il tribunale del Riesame di Latina, presieduto da Gian Luca Soana, ha annullato il sequestro milionario di beni e quote societarie che era stato disposto dalla gip Castriota con un decreto firmato lo scorso marzo. Un sequestro che era scattato nell’ambito di un’indagine sulle imprese riconducibili a Coscione per i reati di evasione fiscale e appropriazione indebita. I legali dell’indagato, che si trovava agli arresti domiciliari, hanno inoltre avanzato richiesta di scarcerazione e l’imprenditore è tornato in libertà.

L’inchiesta della Procura di Perugia sulla gip Castriota è nata proprio dalla denuncia presentata dall’imprenditore, rappresentante legale pro tempore di diverse società, tutte riconducibili al medesimo gruppo operante nel settore della logistica, sottoposte a sequestro nell’ambito di un procedimento incardinato per reati tributari. Nei confronti di Fabrizio Coscione il 28 ottobre del 2018 era stato emesso un decreto di sequestro preventivo che riguardava quote di varie società, fra cui la società Isp Logistica Srl, seguito il 24 marzo 2021 da un ulteriore decreto di sequestro in estensione del primo, avente a oggetto le quote di altre società, fra cui la Isp Servizi Srl; per la gestione di entrambe la gip ha nominato quale amministratore giudiziario Stefano Evangelista, anche lui indagato nell’indagine per corruzione.

Nei confronti di Evangelista e della gip, Coscione aveva poi presentato una denuncia alla Procura di Milano, “lamentando l’opacità nella gestione da parte dell’amministratore giudiziario, con l’avallo” della stessa giudice, “nonostante le sue opposizioni”; e ha denunciato anche il coadiutore dell’amministratore Ferraro e l’allora rappresentante legale pro tempore delle società subentrato nella carica in sua sostituzione. L’oggetto della denuncia era la stipula di un contratto/accordo, che “non aveva alcun senso dal punto di vista economico, anzi, avrebbe finito con il depauperare le società sequestrate, sviandone la clientela”.

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