Angelo Travali nascondeva un telefono in carcere, indagine sui contatti

La scoperta nella cella del 40enne di Latina durante la detenzione a Benevento. Per gli inquirenti era in grado di gestire nuovi affari

A distanza di sedici anni dal suo ingresso in carcere, nonostante la detenzione in regime di alta sicurezza, Angelo Travali era di nuovo in grado di gestire gli affari del proprio sodalizio criminale, direttamente da dietro le sbarre. Gli investigatori della Polizia penitenziaria infatti hanno trovato un telefono smartphone nella sua cella durante il periodo di permanenza nell’istituto di pena di Benevento, da dove poi è stato trasferito in un’altra struttura del sud Italia. Secondo gli inquirenti “Palletta” era in grado di riorganizzarsi.

La scoperta ha fatto scattare una nuova indagine sul conto del 40enne già condannato in via definitiva a dieci anni di carcere per l’inchiesta “Don’t touch” per avere gestito, insieme al fratello Salvatore, un gruppo dedito a droga ed estorsioni fino al 2015, e poi condannato in primo grado nel processo “Reset” a dodici anni e tre mesi per avere fatto ricorso al metodo mafioso nelle ritorsioni, un procedimento quest’ultimo ora al vaglio della Corte d’Appello di Roma.

Il telefono trovato nella sua disponibilità è stato sequestrato per gli approfondimenti tecnici che serviranno a individuare i suoi contatti e stabilire quindi l’estensione della sua rete di connivenze all’esterno del carcere.

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