C’era anche il pubblico ministero Giuseppe Milano all’interrogatorio preventivo di Alessandro Agresti e gli altri tre indagati nei confronti dei quali è stata chiesta la misura della custodia cautelare per i reati di ricettazione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro e beni di provenienza illecita.
Assistiti dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, Matteo Salis, Marco Nardecchia e Luigi Angelucci, Annarita Formicola ed Emanuele Farelli, i quattro indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere; il giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano dovrà quindi decidere se accogliere o meno le richieste del pubblico ministero avvalendosi unicamente del materiale contenuto nella richiesta di custodia cautelare.
I difensori di Agresti e gli altri hanno prodotto dei documenti e delle memorie, e nel corso dell’udienza hanno sostenuto la tesi secondo cui la procura avrebbe riproposto una fattispecie per la quale Alessandro Agresti era già stato oggetto di un procedimento poi archiviato in fase istruttoria, e dunque impossibile da reiterare. Il pm ha però chiarito che il procedimento al quale si riferiscono i difensori era stato archiviato perché le intercettazioni erano state autorizzate per l’ipotesi di estorsione, reato che poi non veniva invece contestato, e quindi i due procedimenti non possono essere assimilati.
Nei gironi scorsi, contestualmente all’invito a comparire per l’interrogatorio preventivo, ad Alessandro Agresti, ritenuto il titolare occulto della concessionaria di auto di lusso Vip Motors e di altre società intestate ai familiari e a un prestanome, sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro.Sulla richiesta di arresto per i quattro indagati il Gip si è riservato di decidere entro i prossimi giorni.