“Acqualatina, criticità e mancate risposte”: la denuncia delle associazioni dei consumatori

"Sono state richieste notizie sugli investimenti finalizzati alla riduzione della dispersione idrica e sulle opere che sono state effettuate"

Le associazioni di tutela dei consumatori Assoconfam, Codacons, Codici, Fedicons e Ugcons si sono incontrate con il Presidente e con l’Amministratore Delegato di Acqualatina per affrontare alcune tra le diverse problematiche che stiamo evidenziando da qualche anno in qua tra il Gestore del Servizio idrico integrato e gli utenti.

“Tra queste criticità, vi erano: servizi non sempre efficienti e non sempre corrispondenti alle delibere dell’Autorità, ossia di Arera, con particolare riferimento allo stato di recupero delle morosità, poiché non si può non considerare che esse vengono poste a carico degli utenti virtuosi con il loro inserimento in tariffa. Inoltre sono state richieste notizie sugli investimenti finalizzati alla riduzione della dispersione idrica e sulle opere che sono state effettuate dal 2016 a tutt’oggi in quanto ben due delibere della Conferenza dei Sindaci, una del 2016 ed una del 2017, hanno delineato un piano degli investimenti con la mappatura delle reti e programmazione degli interventi  sulle reti ammalorate  per ridurre la dispersione della risorsa idrica fino al 39% in 10 anni, con un investimento complessivo di 150 ml di euro, ovvero un  aumento tariffario annuo del 3,9%, in maniera tale da far rientrare la dispersione nella media nazionale. Questo piano ed i relativi allegati vennero approvati dall’Autorità, che ha anche premiato Acqualatina per le migliorie che avrebbe apportato alla rete grazie al piano presentato.

L’ultima conferenza dei sindaci del 2024 ha deliberato un ulteriore aumento del 3,5% per 6 anni, fino al 2029, per far fronte alla dispersione idrica. Le associazioni continuano da anni a chiedere tanto al socio privato, quando al Presidente della provincia, quale presidente anche dell’ATO 4:

1)      dal 2017 al 2024 i milioni di euro incassati con l’aumento annuo del 3,9% quali e quanti interventi sono stati effettuati?

2)      ancora non abbiamo risposte sui canoni concessori che la società deve corrispondere anno per anno ai singoli comuni (e si parla di milioni di euro) che fine abbiano fatto e se e dove siano stati investiti, e se i singoli comuni li abbiano o no ricevuti o se siano stati reinvestiti sulle strutture del s.i.i.?

3)      ancora: ogni anno, alla chiusura del bilancio, registriamo utili per diversi milioni. Il 51% di tali utili milionari spetta al socio pubblico (ossia i comuni). Non abbiamo nitizie che gli enti abbiano ricevuto la quota parte di queste importanti somme. Riteniamo da anni legittimo chiedere come vengano utilizzati e se sono stati reinvestiti, chiediamo di sapere in quale maniera e per quali finalità.

4)      Infine, l’art. 15 della delibera Arera 623/2025, parla di FONI (Fondo Opere Nuovi Investimenti). Secondo tale delibera, il gestore è tenuto ad accantonare alcune somme (si parla anche qui di milioni di euro) da destinare esclusivamente alla realizzazione di nuove opere con obbligo del gestore del S.I.I. di destinarlo esclusivamente alla realizzazione dei nuovi investimenti individuati come prioritari. Abbiamo chiesto di sapere quali nuovi investimenti siano stati realizzati con questi soldi, ma senza ottenere risposta concreta.

Le Associazioni di tutela dei consumatori hanno dato atto del loro apprezzamento visto che dopo alcuni anni di assenza totale di rapporti con il Gestore, a causa del comportamento del precedente management si sia nuovamente aperta la strada del dialogo; tuttavia, al termine dell’incontro hanno dovuto rimarcare che le risposte ancora non vengono fornite oppure sono lacunose e senza riscontro documentale.

Dagli organi di informazione locali abbiamo avuto modo di apprendere che Acqualatina si appresterebbe a chiedere alla prossima assemblea dei sindaci un aumento di capitale di oltre 30 milioni di euro.

Ci auguriamo che la Conferenza dei Sindaci respinga la richiesta e che gli organi preposti possano intervenire nel merito, in quanto non è più tollerabile che, per la Società, l’unico sistema di fare cassa continui ad essere quello di chiedere sempre soldi all’unica banca che non chiede interessi né garanzie, ovvero gli utenti”. Lo dichiarano le associazioni dei consumatori Assoconfam, Codacons, Codici, Fedicons e Ugcons.

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