Da alcune settimane l’ingresso della Procura di Latina viene controllato e limitato ai soli addetti ai lavori che si presentano negli uffici di via Ezio per questioni ben precise. Lo ha stabilito il nuovo procuratore Gregorio Capasso nell’ambito di un’azione di contrasto della fuoriuscita delle informazioni coperte da segreto istruttorio. A quanto pare non è un caso che si tratti di una decisione assunta dopo la visita, a Latina, del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, lo stesso che anni addietro, in Calabria, aveva adottato un provvedimento simile per impedire agli esponenti locali della ‘Ndrangheta di acquisire informazioni inerenti alle indagini.
In realtà l’ingresso della Procura è sempre stato sottoposto a controllo attraverso la presenza delle guardie giurate, ma ora anche i professionisti del mondo della giustizia e gli operatori delle forze di polizia devono attendere l’autorizzazione dei rispettivi uffici per poter accedere al complesso di via Ezio. Una formalità alla quale non si può sottrarre nessuno e prevede anche il divieto d’accesso ai veicoli nel parcheggio interno, compresi quelli di servizio, almeno quelli estranei agli uffici giudiziari.
Restrizioni, queste, che non dovrebbero essere solo un eccesso di zelo da parte del Procuratore capo, ma una strategia ben precisa, volta a tutelare l’operato dei magistrati e impedire che le informazioni più delicate possano trapelare all’esterno.