ABC, le minoranze: “Il nuovo progetto è un pasticcio costoso e confuso. La maggioranza si divide, Forza Italia si smarca”

"Celentano e la giunta presentano un progetto che aumenta i costi, riduce la qualità del servizio e cancella il lavoro sul porta a porta"

«Il progetto di revisione di ABC che la maggioranza ha portato in aula è un pasticcio costoso e confuso. Dopo due anni e mezzo di governo, Celentano e la sua giunta presentano un progetto che aumenta i costi, riduce la qualità del servizio e cancella il lavoro di anni sul porta a porta». Lo dichiarano congiuntamente i gruppi consiliari di opposizione, a margine del consiglio comunale odierno in cui è stato illustrato e discusso il nuovo piano dell’azienda speciale per il servizio di igiene urbana. «Siamo di fronte a un sistema ibrido e contraddittorio, con tre modalità di raccolta diverse – cassonetti intelligenti, raccolta condominiale e porta a porta – che genereranno solo caos e disservizi. Ci vorrà una laurea per capire come buttare l’immondizia: 88 batterie di secchioni intelligenti in centro, bidoni condominiali che invaderanno i marciapiedi e al cui interno sarà impossibile controllare la qualità dei materiali raccolti, con conseguenti minori introiti e maggiori costi per l’azienda e per la collettività. È una scelta che deresponsabilizza i cittadini e peggiora la qualità della raccolta differenziata».

«Il nuovo piano – sottolineano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – costerà oltre 10 milioni di euro in più, con un aumento stimato di oltre il 3% dei costi complessivi e bollette più salate per tutti. Si spenderà di più per un servizio peggiore, in una città che ha già la Tari tra le più alte d’Italia».

«L’amministrazione ha impiegato due anni e mezzo per arrivare a questo risultato, salvo poi chiedere al Consiglio di approvare la delibera in due settimane, senza gli approfondimenti necessari e senza accogliere nessuna proposta migliorativa. È la prova del totale disorientamento politico della maggioranza, da sempre divisa e in conflitto su questo tema».

Le opposizioni contestano anche la gestione del personale e l’uso di lavoratori stagionali: «Si continua a precarizzare invece di valorizzare le professionalità interne. ABC è un’azienda sana, lo dicono i revisori dei conti, ma viene messa in difficoltà da scelte politiche assenti o sbagliate e da tre anni di blocco, derivato dalla mancata approvazione dei bilanci. Al tempo stesso, però, questo nuovo progetto farà lievitare i costi del personale. Il nuovo piano, infatti, prevede l’assunzione, oltre ai 200 operai attuali, di altre 55 unità di cui 27 stagionali per un costo del personale che aumenta fino a incidere per oltre il 68% sul costo totale del servizio. La maggioranza per mesi ci ha raccontato che il 59% di costo del personale era troppo, e ora aumenta di quasi 10 punti percentuali».

«Il ritorno ai cassonetti è un passo indietro culturale e ambientale. Si abbandona un modello pubblico e partecipato, fondato sulla responsabilità condivisa, per tornare a un sistema che in altre città ha già fallito. Così Latina rischia di diventare più sporca e più cara».

«L’amministrazione Celentano ha messo in ginocchio l’azienda speciale, rallentato ogni decisione, scoraggiato la città e ora vuole far pagare ai cittadini il conto del proprio immobilismo. Questo progetto – concludono le forze di opposizione – non è una svolta, ma un arretramento grave. Latina merita un servizio efficiente, trasparente e moderno, non un ritorno al passato travestito da innovazione».

In aula si è infine consumata la resa dei conti all’interno della maggioranza: Forza Italia si è astenuta, criticando apertamente il progetto e chiedendo più tempo per approfondire e ascoltare le esigenze della città. «Oggi – aggiungono i gruppi di opposizione – si è cristallizzata la spaccatura politica che attraversa la coalizione di governo. Su un tema così centrale e delicato, la sindaca Celentano non solo non è riuscita a tenere unita la sua maggioranza, ma ha mostrato tutta la fragilità di una compagine incapace di condividere una visione comune. Invece di allargare il perimetro della maggioranza, lo ha ristretto, perdendo pezzi proprio sulla delibera più importante della consiliatura».

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