“M. informato dei fatti”, allo Spazio Diamante il monologo tragicomico di Filippo Maria Macchiusi

Una commedia che tratta temi drammatici con il mistero e l'ironia dello strampalato protagonista e dalle situazioni verosimili ma paradossali

Andrà in scena stasera e domani sera alle ore 21 a Roma presso ‘Spazio Diamante’ la prima assoluta del nuovo monologo tragicomico di e con Filippo Maria Macchiusi: “M. Informato dei fatti”.
Commedia drammatica che porta il protagonista M., emblema senza nome di un’intera generazione priva di stabilità, a smarrirsi nei frammenti che rievoca per colloquiare con i protagonisti della sua, a prima vista, irragionevole storia, e così viverla di nuovo. Ricordi, dialoghi fulminanti e assurde situazioni trascinano lo spettatore dentro stanze d’ospedale di massima sicurezza, fiat gialle prive di regolare revisione, impianti sportivi di provincia e lungo la strada di una gelateria ormai chiusa per sempre. Questa narrazione paradossale si dipana davanti a un Maresciallo da cui M. si fionda per mettere agli atti la sua insensata deposizione e denunciare un efferato crimine di cui si dovrà sapere “ogni fatto”. E così M. li alterna, salta, giustappone e accavalla senza colpo ferire franando sullo scetticismo del commissariato, simbolo di un’istituzione che deve fondarsi su riscontri oggettivi lì dove il protagonista ben sa invece che i fatti nulla sono senza interpretazioni, ricostruzioni e opinioni personali.
Dopotutto, cos’è la verità? È davvero qualcosa che esiste di per sé, indipendentemente da chi la sta raccontando?

Il fatto giuridico si mescola così alla storia d’amore con P., passando per l’evasione di un malavitoso con il debole per il fritto, indigeste tazzine di caffè, allenatori con disturbi alimentari e circonvallazioni pericolanti. Una commedia che tratta temi drammatici servendosi di mistero e ironia, espressa dallo strampalato protagonista, dalle situazioni verosimili ma paradossali, dal microcosmo di personaggi carichi di contraddizioni verso cui empatizzare. Con tensione crescente M. avvicina il racconto al colpo di scena; lo fa pregustare al pubblico, dissemina indizi e piste false e, come se fosse un gigantesco puzzle, M. piano piano consegna agli spettatori le tessere in un ordine apparentemente casuale: solo all’ultimo si delineerà la figura in grado di far luce sugli aspetti di un reato di cui solo M. è davvero “informato dei fatti”. E quando anche il pubblico verrà informato, sarà poi in grado di giudicare il colpevole?

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