80° Anniversario della Liberazione di Auschwitz: Cori alla cerimonia di commemorazione

Una giornata carica di emozioni e scandita da diversi momenti significativi in cui vengono omaggiati coloro che sono morti in quei luoghi

80 anni fa veniva liberato il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Particolarmente solenni e sentite quest’anno le celebrazioni di un così importante anniversario. Anche Cori, gemellata con la città polacca e invitata ufficialmente dal sindaco Janusz Chwierut, è presente con la delegazione comunale guidata dal primo cittadino Mauro De Lillis e composta dal vicesindaco Ennio Afilani, dal consigliere delegato ai Gemellaggi, Sabrina Pistilli, dal presidente del consiglio comunale Annamaria Tebaldi e dall’assessore Antonio Betti.

La Città di Cori, peraltro Comune capofila per la Provincia di Latina del Viaggio della Memoria, da 12 anni ha l’onore e il privilegio di partecipare alla cerimonia commemorativa delle vittime dell’Olocausto che si tiene ogni 27 gennaio, Giorno della Memoria, ad Oswiecim (in tedesco Auschwitz) proprio in virtù del gemellaggio stretto tra le due città.

Una giornata carica di emozioni e scandita da diversi momenti significativi in cui vengono omaggiati coloro che sono morti in quei luoghi di dolore.

Presso il Monumento ai Caduti della Città di Oswiecim, Cori, insieme alle altre delegazioni gemellate, ha onorato le vittime del secondo conflitto mondiale con la deposizione di un mazzo di fiori.

La tappa successiva è stata il campo di Auschwitz-Birkenau dove, alla presenza dei sopravvissuti e di oltre 50 Capi di Stato e di governo, tra i quali il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato commemorato l’80° Anniversario della Liberazione del campo di sterminio.

“Si tratta di un pezzo di storia – afferma il sindaco Mauro De Lillis – che non dobbiamo mai dimenticare. È necessario continuare a ricordare ciò che è stato perché ciò che è stato potrebbe riaccadere. Siamo sui luoghi della memoria, sui luoghi della storia. Laddove venne realizzata una autentica fabbrica di morte e venne raggiunto quello che è stato l’abisso dell’umanità. A noi l’onore di essere qui e l’onere di trasmettere questa esperienza alle nuove generazioni, affinché conoscano e crescano con i valori della pace e dell’uguaglianza tra le persone”.

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