Funerali Luca Palmegiani, Latina si ferma per l’ultimo saluto al 25enne

Parenti, amici ed esponenti politici tutti insieme riuniti per dare un ultimo saluto al 25enne scomparso sabato

La comunità di Latina si è fermata nel pomeriggio di oggi per dare l’ultimo saluto a Luca Palmegiani, il 25enne deceduto nella giornata di sabato dopo una caduta dal quarto piano di un albergo a Roccaraso.

Una folla commossa ha accompagnato il feretro alla Cattedrale di San Marco, dove sono state celebrate le esequie. Una chiesa piena in ogni ordine di posto, con tantissima gente rimasta in piedi o fuori per far sentire la propria vicinanza ai familiari di Luca. Parenti, amici, semplici conoscenti e tantissimi esponenti politici hanno voluto portare un bagliore di speranza in un momento così difficile per la famiglia. Nel corso della sua breve esistenza, Luca Palmegiani si era fatto apprezzare per i suoi modi e il suo carattere, tant’è che anche chi lo conosceva poco ha voluto testimoniare il proprio dolore per una scomparsa che nessuno vuole accettare.

Tra i politici, presenti tutti i vertici di Forza Italia, partito al quale Luca apparteneva con grande passione. C’erano Antonio Tajani, il Ministro dell’università Anna Maria Bernini, il presidente dei Forza Italia Maurizio Gasparri, il senatore Claudio Fazzone e il senatore Claudio Lotito, l’europarlamentare Salvatore De Meo, dalla Regione Luisa Regimenti e Giuseppe Schiboni, oltre a una nutrita presenza del consiglio comunale di Latina, con in testa il sindaco Matilde Celentano. Arrivati da Milano anche Letizia Moratti e Giulio Gallera. Insieme a loro presenti anche il Prefetto Vittoria Ciaramella, il Questore Fausto Vinci e il Comandante Provinciale dei Carabinieri Christian Angelillo.

Proprio la politica era la grande passione di Luca, fatta di momenti di unione e di grandi sfide, ma anche di difficoltà. Come ha ricordato il suo amico e collega di Forza Italia Stefano Cardillo: “Qui oggi tutti noi siamo la testimonianza di come Luca sia stato in grado di lasciare un segno indelebile nella nostra comunità, per le sue idee e per i suoi sogni e il suo amore per la sua città. Grazie alla fede nei valori cristiani e si libertà. Viveva la politica in modo viscerale, la viveva nella sua accezione più pura e nobile. Era un curioso, arguto, con un insaziabile desiderio di conoscere. Non aveva paura di assumere posizioni. Queste caratteristiche lo hanno reso un ponte tra generazioni. Luca sapeva ascoltare. Luca c’era sempre nonostante la distanza e le difficoltà. Aveva una capacità innata di mettere insieme le persone. Era perfetto? No, nessuno di noi lo è, ma proprio le sue imperfezioni lo rendono unico. Luca ha percorso la sua missione, finita troppo presto. Io e luca abbiamo condiviso passioni e visioni. Ti voglio bene, ce lo siamo detto tante volte. Grazie per tutto quello che ci hai donato”.

Nel corso dell’omelia, Don Leonardo Chiappini ha fatto appello alle passioni di Luca, spiegando il fatto che da cristiani ora non è il momento delle domande e del senso di colpa: “Cosa può spingere un ragazzo di venticinque anni, entusiasta dei progressi personali, orgoglioso degli obiettivi raggiunti, amante della vita… un ragazzo felice, insomma, a compiere un gesto tale? Cosa può portare qualcuno a pensare che l’unico modo per liberarsi dalla gabbia che lo opprime sia quello di rimuovere, insieme all’oppressione della gabbia, anche ogni gioia della vita? Cosa è passato nella testa di Luca, quando non ha saputo – o non ha voluto raccontare ad altri il buio che aveva nel cuore, ben mascherato da sorrisi e successi? Domande che tutti ci poniamo. Come si può arrivare a tanto? E, insieme a queste domande, i sensi di colpa… di non essere riusciti a riconoscere il malessere, di non essere riusciti a scoprire quanto male lo stava logorando, di non conoscerlo abbastanza, di non essere stati capaci di intercettare il dolore, di non essere riusciti a captare quei segnali che solo a posteriori hanno raggiunto un significato… di non aver avuto la prontezza di arrivare in tempo… di non essere riusciti a salvarlo.

Ma il senso di colpa toglie ogni speranza, perché ci priva di ogni possibilità di bene futuro; incapaci di vedere il bene che ancora possiamo fare, il senso di colpa ci fa concentrare solo su ciò che siamo stati incapaci di fare e non ci porta alla vita. La disperazione impedisce alla vita di procedere in avanti.

Questo non è né il tempo delle risposte alle domande, né quello del senso di colpa. È il tempo – come sempre – della vita. Permettiamo che il bene fatto da Luca continui a vivere in noi. Che l’impegno politico a cui si è dedicato continui a fiorire in noi. Che le persone da lui amate continuino ad essere amate da noi che restiamo. I tanti messaggi di cordoglio arrivati da ogni parte si concretizzino in una vicinanza autentica alla famiglia”, conclude Don Leonardo Chiappini.

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Luigi Calligari
Luigi Calligari
Giornalista ODG Lazio. Laureato Magistrale con Lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo presso Coris Sapienza. Appassionato di sport e giornalismo. Collabora anche con la testata Mondore@le Quotidiano

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