Prestazioni specialistiche prescrivibili nel Lazio, il SMI chiede chiarimenti

Le criticità riguardano per esempio il disallineamento delle tariffe di pagamento delle prestazioni tra il vecchio ed il nuovo nomenclatore

“Il Sindacato Medici Italiani Lazio chiede alla Regione Lazio una comunicazione chiara e tempestiva circa i disservizi derivanti dall’applicazione del Catalogo Unico Regionale (CUR) delle prestazioni specialistiche prescrivibili relativo ai “nuovi LEA” in vigore da oggi 30.12.2024, specificando che le criticità non dipendono dai medici prescrittori”, così Claudia Felici, Responsabile Regionale Medicina Convenzionata SMI Lazio.

“Come temevamo e come già segnalato con nostra precedente nota dell’aprile, si sono verificati e tuttora si verificano una serie di disservizi e disallineamenti tra i vari CUP aziendali ed il CUP regionale. Disallineamenti che hanno creato una serie interminabile di disagi per i medici prescrittori e per i cittadini, costretti a rimpalli tra gli studi medici e i CUP territoriali.

Le criticità riguardano per esempio il disallineamento delle tariffe di pagamento delle prestazioni tra il vecchio ed il nuovo nomenclatore, la difficoltà di dematerializzazione di prestazioni precedentemente dematerializzate, codici di erogazione di prestazione che non consentono di dematerializzare le stesse, salvo complessi passaggi informatici”, continua Marina Pace, Vicesegretario Vicario SMI Lazio.

“Sollecitiamo pertanto una comunicazione formale ed ufficiale che orienti tutti gli attori del sistema Sanitario regionale (medici, cittadini, strutture erogatrici e CUP stessi), evitando ulteriori criticità.

Il Sindacato Medici Italiani Lazio invita altresì il governo regionale e nazionale a fare immediata chiarezza sul prosieguo dei criteri attuativi, alla luce del sopravvenuto pronunciamento del TAR Lazio di sospensiva del decreto attuativo dei nuovi LEA” conclude Andrea Figà Talamanca, Presidente Regionale SMI Lazio.

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