Nuovo piano di dimensionamento scolastico, il sospiro di sollievo di Castelforte

"Vorremmo però, allo stesso tempo, cogliere l'occasione per richiamare l'Amministrazione comunale ad un maggior senso di responsabilità"

“Esprimiamo la nostra soddisfazione, tirando finalmente un sospiro di sollievo, nell’apprendere che nel nuovo Piano di Dimensionamento Scolastico, approvato dalla Giunta Regionale del Lazio pochi giorni fa, non rientra l’istituzione del nuovo I.I.S. che avrebbe comportato la soppressione del nostro Istituto Omnicomprensivo e l’aggregazione dei nostri tre ordini di scuola (materne, elementari e medie) a SS.Cosma e Damiano. Dopo mesi di tensione possiamo finalmente rasserenare le famiglie castelfortesi che anche per il prossimo anno scolastico potranno godere dei servizi d’istruzione resi dal nostro Istituto autonomo Omnicomprensivo che continuerà a gestire 4 ordini scolastici, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. Vorremmo però, allo stesso tempo, cogliere l’occasione per richiamare l’Amministrazione comunale ad un maggior senso di responsabilità, evitando toni eroici e da salvatori della patria, perché se ci siamo trovati sull’orlo di una catastrofe scolastica e con il piattino in mano ad elemosinare in Regione, è solo ed unicamente imputabile alla loro negligenza, alla loro incapacità di programmazione e al non aver dato ascolto alla nostra proposta consiliare di fusione con Ponza. Così come sono da evitare toni trionfalistici, perché il pericolo non è definitivamente scampato in quanto crediamo che il risultato di oggi ci dia il tempo e lo slancio necessario per avviare, con maturità e in sinergia con gli organi competenti, una serie di azioni strategiche sul dimensionamento scolastico, magari ascoltando (questa volta) tutte le forze politiche presenti in Consiglio”.

Lo dichiara in una nota il Partito Democratico e il Capogruppo di Liberi per Castelforte.

“Certo non possiamo esimerci dal far notare che, come sospettavamo, l’incarico legale affidato per impugnare la delibera provinciale e l’eventuale delibera regionale (qualora l’avesse accolta), manifestatosi con una prima maldestra lettera di messa in mora alla Regione, oltre a rasentare un danno erariale che verificheremo successivamente, nel merito è risultato addirittura inopportuno. La procedura amministrativamente corretta, sarebbe stata, a nostro avviso, quella di opporsi direttamente alla Delibera di Giunta Regionale nel caso in cui fosse stata lesiva nei confronti della nostra scuola, in quanto solo quella avrebbe avuto valore esecutivo, a differenza invece della proposta provinciale, che, come indica il termine stesso, è una mera indicazione (parere) che acquista effetti solo una volta passata al vaglio dell’organo gerarchicamente competente in materia, ovvero la Regione Lazio.

In un periodo economicamente sfavorevole in cui le casse pubbliche del nostro Comune languono, come dimostrato anche dal bilancio di previsione approvato (con le tante defezioni consiliari) lo scorso 9 dicembre, riteniamo non diligente e temerario disperdere risorse economiche senza aver un quadro chiaro delle questioni che si vanno a gestire.

Magari tali risorse si sarebbero potute investire sul programma natalizio, anche quest’anno complessivamente scarno, perché caratterizzato quasi esclusivamente da eventi tradizionali che ormai da anni portano avanti, con sacrificio, le associazioni locali, a cui va il nostro plauso e un sincero ringraziamento per il loro costante impegno.

Per di più alla luce dell’ennesimo finanziamento regionale perso, per punteggio insufficiente, del progetto presentato sul Castello Baronale di Suio Paese (ma non c’erano “i loro riferimenti regionali che lavorano per il nostro territorio”) deduciamo quindi, con rammarico, che l’apporto dell’amministrazione comunale, negli eventi delle festività, sia stato esclusivamente quello di provvedere alla misera stampa delle locandine pubblicitarie. Questo modus operandi denota inevitabilmente lo scarso interesse che questa Amministrazione dimostra di avere anche nei confronti degli eventi culturali, favorendo così il depauperamento dei centri storici con pesanti ripercussioni turistiche e quindi economiche.

Non ci resta che augurare ai nostri concittadini giorni migliori, anche se non si intravede nulla di buono all’orizzonte, soprattutto all’indomani della (prima) sentenza del Tribunale di Cassino, relativa al licenziamento del lavoratore disabile che ha coinvolto il nostro Comune, catapultandolo agli onori della cronaca, che comporterà ingenti  e pericolosi debiti fuori bilancio, che saranno attenzionati dalla Corte Dei Conti, che è dovuta a verificare  le eventuali responsabilità e colpe”.

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