Patti di collaborazione, Lbc porta avanti la sua battaglia

"Il Comune di Roma li ha introdotti solo nel 2023 e ad oggi stanno trasformando il volto delle periferie romane"

“I Patti di collaborazione, tema molto caro al movimento Latina Bene Comune, rientrano in un percorso culturale che rende i cittadini consapevoli e protagonisti della vita sociale e politica della città. Rappresentano un fondamentale strumento che ha ribaltato il concetto delle scelte calate dall’alto, chiamando le persone a collaborare, proporre, prendersi cura dei beni comuni. Introdotti nel 2017 dall’amministrazione Coletta e dall’allora assessora Cristina Leggio, hanno operato in alcune scuole, nei parchi, nei quartieri e anche nelle case cantoniere e le associazioni hanno svolto e svolgono ancora un ruolo essenziale per la comunità. Rappresentano uno strumento innovativo, adottato da circa 200 comuni in Italia per un totale di 8mila patti attivi. Il Comune di Roma li ha introdotti solo nel 2023 e ad oggi stanno trasformando il volto delle periferie romane”.

Questa la premessa del question time presentato dai consiglieri di Lbc e discusso nella giornata di oggi con l’obiettivo di chiarire la revisione dei Patti voluta dall’amministrazione, in particolare per quanto riguarda l’articolo 5 del regolamento relativo ad “Assicurazioni e garanzie”.

“Abbiamo appreso di queste modifiche a mezzo stampa – spiegano ancora i consiglieri del movimento, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – e abbiamo ascoltato la preoccupazione dei cittadini attivi nei Patti, sia i nuovi che quelli in rinnovo, che si sono visti modificare l’articolo in questione e addebitare le spese per la copertura assicurativa contro gli infortuni e la responsabilità civile verso terzi. Non solo, dunque, dedicavano tempo e lavoro per curare i beni comuni, ma venivano costretti a pagare l’assicurazione. Molti pattisti, come quelli di Santa Maria Goretti, hanno rimandato indietro il patto, altri ancora lo hanno sospeso, altri ancora non hanno accettato, come nel caso di Borgo Carso a Piazza Stefanato. Sono poi trascorsi due mesi da quando la sindaca ha annunciato la modifica che consentirà di liberare i volontari dagli oneri assicurativi, quando in realtà era tutto già previsto nel vecchio regolamento che richiama il regolamento nazionale, quello regionale e degli altri Comuni”, aggiungono ancora i consiglieri.

“Oggi ci è stato chiarito che ci sarà una modifica più puntuale al regolamento – spiega la consigliera Floriana Coletta, intervenuta a nome del gruppo consiliare – che prevede appunto l’assicurazione a carico dell’amministrazione comunale. Ben venga questa ulteriore puntualizzazione.  Abbiamo sollecitato inoltre una convenzione con Labsus perché, come ribadito anche oggi nel corso della discussione e in molte riunioni delle Case di quartiere e dei Patti di collaborazione, i volontari non hanno un interlocutore all’interno dell’amministrazione, mancano i tavoli di co- progettazione, non c’è un assessore dedicato e si crea un’inevitabile confusione. In questo Labsus, organismo che si occupa proprio della sussidiarietà, può mettere a disposizione della comunità esperienza e competenze. L’auspicio è anche che, sul sito del Comune, i Patti diventino finalmente trasparenti e che le procedure di attivazione siano più rapide perché spesso si attendono mesi. In ultimo abbiamo proposto un emendamento di 8mila euro a bilancio che riguarda proprio per le spese di manutenzione ordinarie dei beni ricompresi nei Patti, per poter mettere i volontari in condizione di lavorare, ad esempio acquistando attrezzi o provvedendo all’installazione di cartellonistica”. L’amministrazione intanto sta attendendo l’autorizzazione dei Revisori dei conti per poter portare il tema in commissione.

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