Osteoporosi, epidemia silenziosa: sold-out per il convegno

Priorità abbattere liste d’attesa,1 donna su 3 e 1 uomo su 5 con più di 50 anni vanno incontro a fratture a causa dell’osteoporosi

Si è tenuto a Latina venerdì 25 ottobre nella Sala Conferenze dell’Hotel Europa il convegno divulgativo aperto al pubblico “Osteoporosi, epidemia silenziosa”. La malattia, caratterizzata da una diminuzione della densità ossea e da un indebolimento strutturale delle ossa, colpisce milioni di persone, soprattutto donne in post-menopausa, ma anche uomini e individui anziani. Come attestano le recenti Linee Guida “Diagnosi, stratificazione del rischio e continuità assistenziale delle Fratture da Fragilità” dell’Istituto Superiore di Sanità1 donna su 3 e 1 uomo su 5 con più di 50 anni vanno incontro a fratture a causa dell’osteoporosi. Nella gremita sala, a rispondere alle domande e ai dubbi di chi è affetto dalla patologia due esperti di metabolismo osseo: il dott. Renato Pastore responsabile del Servizio Osteoporosi Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola Roma e il dott. Roberto Cesareo responsabile UOS Malattie Metaboliche Latina, libero docente della scuola di specializzazione in endocrinologia Campus Biomedico di Roma, nonché Presidente dell’Associazione Tendi La Mano. Il pomeriggio si è aperto con i saluti della Presidente del Soroptimist International Club di Latina, la dott.ssa Olivia Oliviero «Tra i nostri tanti progetti, c’è anche CurarSI, dedicato alla medicina di genere, affiancata da approfondimenti sul benessere, la salute e l’importanza di curarSi con focus specifici. In particolare, in questi giorni in cui ricorre la settimana dell’Osteoporosi, Soroptimist Italia sta svolgendo su tutto il territorio nazionale incontri analoghi a questo, che intendono avvicinare la popolazione e le donne in particolare alla conoscenza e cura della malattia. L’Osteoporosi è definita l’epidemia silenziosa e il Soroptimist ha sottolineato questo problema facendone un progetto nazionale». Presente in sala anche il Sindaco di Latina la dr.ssa Matilde Celentano che ha sottolineato l’importanza della prevenzione «in questo mese dedicato alla prevenzione, non ci siamo limitati ad illuminare di rosa l’orologio della torre comunale, ma abbiamo aperto il giardino a tutte le associazioni che si occupano di prevenzione e, bisogna considerare di mettere sul tavolo dei prossimi lavori anche l’osteoporosi». Il convegno è stato organizzato da Soroptimist International Club di Latina in collaborazione con l’Associazione Tendi la Mano – Associazione Italiana Patologie Osteometaboliche (A.I.P.O.M.) – ONLUS e havisto il patrocinio della Regione Lazio della ASL, del Comune di Latina, dell’AME l’Associazione Medici Endocrinologi, della Fedios la Federazione Italiana Osteoporosi e malattie dello Scheletro e della SIOMMMS la Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro. L’osteoporosi progredisce senza sintomi evidenti, essendo asintomatica, in molti non sanno di averla fino a quando non subiscono una frattura, solitamente dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. «L’osteoporosi genera una paura per la perdita d’indipendenza ma la patologia va prevenuta e uno stile di vita sano e corretto aiuta molto – ha affermato il dott. Renato Pastore responsabile del Servizio Osteoporosi Ospedale Isola Tiberina – È chiaro che le donne sono più attente alla loro salute, ma anche gli uomini intorno ai 65 anni dovrebbero fare attenzione e poi per stabilire una predisposizione all’osteoporosi, bisogna vedere il quadro generico del paziente». Ci sono una serie di parametri che vanno tenuti sotto controllo e alcuni tipi di indagini che sono costose ed inutili, «è fondamentale l’appropriatezza diagnostica, soprattutto per abbattere le liste d’attesa e curare in modo tempestivo chi ne ha bisogno – ha sottolineato il dott. Roberto Cesareo  Presidente dell’Associazione Tendi La Mano AIPOM – molte volte accade, che a fronte di tanti pazienti che necessitano di cure, ci sia una richiesta incongrua di esami diagnostici e di successive impostazioni terapeutiche che non sono supportate da reali evidenze scientifiche; è indispensabile conoscere  le più recenti innovazioni diagnostiche e terapeutiche per tutelare la salute dell’assistito». Il via ufficiale al convegno è stato dato dalla dr.ssa Monica Iole Gnessi che in merito allo smaltimento delle liste d’attesa ha concluso «è importante prima di rivolgersi allo specialista andare dal medico di famiglia, per appurare lo strato di osteoporosi, il medico o il ginecologo di riferimento stabilirà un panel di analisi e valuteranno lo stato attuale e reale delle vostre ossa iniziando una eventuale cura e poi solo in caso di anomalie vi indirizzerà verso lo specialista».

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