Biogas a Borgo Carso, il Comitato chiede risposte certe

"Esigiamo risposte certe e la piena condivisione di tutti i passaggi che l’Amministrazione comunale sta attuando"

“Siamo estremamente preoccupati per la situazione perché, dopo gli incontri sul territorio e le interlocuzioni con il Sindaco e i diversi referenti comunali, nessuna notizia è più giunta dal Comune di Latina. Ci spiace constatare che sulla questione, ad oggi, l’Amministrazione latita palesemente: la dimostrazione ce la offre anche l’accesso agli atti che la nostra associazione ha fatto lo scorso 15 agosto e al quale non è pervenuto alcun riscontro, in netto contrasto (tra l’altro) con quanto stabilito dal Testo Unico degli Enti Locali”.

Lo dichiara in una nota il Comitato “tuteliAMO BORGO CARSO.

Il timore, sempre più fondato, è che non si stia prendendo seriamente e con la giusta determinazione la faccenda, come dimostra anche la sconfitta subita difronte al Tar per una difesa che senza dubbio è stata superficiale e per nulla incisiva. Il nostro auspicio è che si stia lavorando seriamente per il ricorso avanzato in seno al Consiglio di Stato, affinché si possa evitare una nuova disfatta totale del Comune di Latina e la conseguente realizzazione dell’impianto, anche attraverso delle consulenze esterne qualificate e competenti.

“Esigiamo risposte certe e la piena condivisione di tutti i passaggi che l’Amministrazione comunale sta attuando per difendere il suo territorio e gli interessi dei suoi cittadini. Crediamo convintamente di avere diritto alla piena trasparenza e al coinvolgimento diretto, perché in pericolo ci sono le nostre terre, le nostre casa e la nostra salute… in una sola parola, il nostro futuro!

Non vogliamo pensare che in questi mesi a Borgo Carso si sia fatta unicamente della propaganda elettorale. Invitiamo pertanto il Sindaco Celentano ad indire un nuovo incontro in loco per poter dare con la sua nuda voce le risposte tanto agognate dai suoi concittadini, preoccupati unicamente – è bene ribadirlo – dei rischi che tale impianto potrebbe causare alla salute pubblica, ai campi agricoli e alle colture d’eccellenza che insistono nella zona, alle falde acquifere e all’ambiente in generale, oltre dei danni economici derivanti dalla completa svalutazione delle abitazioni dell’intera area.

E per cosa? Per un nuovo impianto industriale (di 500 metri cubi!) in un’area a vocazione agricola, che non andrà a creare posti di lavoro ma genererà profitti privati a scapito della comunità. Senza contare che in zona non ci sono imprese agricole in grado di fornire le biomasse necessarie al funzionamento dell’impianto, il che comporterà l’importazione del materiale da altri territori, anche fuori regione, con tutto ciò che significa in termini di mancata certezza della provenienza, della sicurezza dei nostri territori e dell’aumento di traffico pesante su una strada già fragile per le sue caratteristiche strutturali.

Non possiamo stare a guardare silenti. È tempo di agire con determinazione. Se c’è la piena volontà di tutelare il proprio territorio ce la si può fare. Lo hanno dimostrato gli amici di Agnone, in provincia di Isernia, e di Auletta, in provincia di Salerno: entrambi i Comuni, facendo squadra con la popolazione residente, hanno scongiurato la realizzazione degli impianti, tra l’altro presentati dalla medesima società che ha messo gli occhi sul nostro territorio, oltre che su quello di Lacedonia, Sessa Aurunca e Cassino.

È evidente che c’è un business vero e proprio dietro queste centrali, che nulla hanno a che vedere con le aziende agricole o con progetti di sostenibilità ambientale. Il Comune di Latina si opponga con tutte le sue forze e difenda i suoi cittadini”.

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