Roma – “Mirò, il costruttore di sogni”: da sabato la mostra al Museo della Fanteria

Venerdì 13 settembre la presentazione in anteprima. In esposizione 140 opere dell'esponente spagnolo del surrealismo

Venerdì 13 settembre, alle ore 12.00 al Museo Storico della Fanteria a Roma, sarà presentata in anteprima alla stampa la mostra Miró – Il costruttore di sogni. L’esposizione, prodotta da Navigare srl e che sarà aperta al pubblico da sabato 14 settembre sino al 23 febbraio 2025, gode del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, dell’Instituto Cervantes di Roma; della Regione Lazio e di Città di Roma. Durante l’incontro verrà presentata la mostra Ligabue – i segreti di una mente che aprirà al pubblico, nella stessa sede, il giorno 28 settembre 2024.

Il progetto, curato da Achille Bonito Oliva, Maïthé Vallès-Bled e Vincenzo Sanfo, si compone di una selezione di 140 opere rappresentative dell’arte di Miró, del suo rivoluzionario linguaggio e delle sperimentazioni che hanno caratterizzato circa 60 anni della sua lunga esistenza (1893-1983), lasciando una impronta indelebile nell’arte e nella cultura del nostro tempo.

In particolare, tra le opere che saranno esposte, spiccano numerose litografie curate da stampatori e incisori di eccellenza come Fernand Mourlot, al quale si deve la perfetta e ineguagliabile resa di colore nel procedimento di stampa delle preziose opere grafiche. Saranno presenti, inoltre, anche alcuni esemplari di ceramiche dipinte a mano e le tavole litografiche disegnate per accompagnare i versi di Parler Seul del poeta dadaista Tristan Tzara (1950), oltre ai bellissimi bozzetti per la messa in scena di L’Uccello Luce (1981) di Silvano Bussotti, realizzati in occasione della Biennale di Venezia.

L’esposizione, un’iniziativa culturale di Difesa Servizi S.p.A. e co-prodotta da Art Book Web, sarà arricchita anche da una piccola sezione intitolata Miró e i suoi amici comprendente una decina di opere di Man Ray, Picasso, Dalí, e fotografie di Cohen e Bertrand, oltre che libri e documenti dei poeti Breton, Éluard, Chair, Tzara per evidenziare le diverse connessioni di Miró con il mondo dell’arte e della cultura del tempo.

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