Aprilia – Una targa in ricordo di Loreto Gentilucci e Antonio Renzi

La cerimonia in memoria dei due civili morti durante i bombardamenti in zona Caffarelli nei giorni successivi allo Sbarco di Anzio e Nettuno

Ieri mattina il sindaco di Aprilia Lanfranco Principi, presso il parco intitolato ai caduti di Cefalonia, ha proceduto alla scopertura della targa commemorativa per Loreto Gentilucci e Antonio Renzi, due civili morti durante i bombardamenti in zona Caffarelli ad Aprilia, nei giorni successivi allo Sbarco di Anzio e Nettuno del 22 Gennaio 1944.

Presenti alla cerimonia, coordinata dal capo di gabinetto del Sindaco Marcello Rampolla Del Tindaro, il comandante della Polizia Locale di Aprilia Massimo Giannatonio, il comandante della stazione dei carabinieri di Aprilia il luogotenente Pietro Maglione, il comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia Leopoldo Festa, L’Associazione dei Bersaglieri sezione Adelchi Cotterli, la sezione di Aprilia dell’Associazione Alpini, la presidente dell’associazione Un Ricordo per la pace Elisabetta Bonacini, gli assessori Vittorio Marchitti e Veronica Napolitano, i consiglieri comunali Nicoletta De Rossi, Luana Caporaso, Davide Tiligna e Davide Zingaretti e in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Lanuvio con delega ai rapporti istituzionali Maurizio Santoro. Alla cerimonia hanno presenziato inoltre il signor Franco Tantari, proponente dell’iniziativa e la signora Giuliana Gentilucci, la figlia di Loreto Gentilucci. Dopo i saluti di rito, il sindaco Lanfranco Principi ha proceduto alla scopertura della targa e donato un omaggio floreale alla signora Giuliana Gentilucci.

Di seguito l’intervento integrale del Sindaco.

“Buongiorno a tutti,
Quest’anno la ricorrenza dell’80° anniversario dallo Sbarco di Anzio e Nettuno, è stata scandita da una moltitudine di eventi e di cerimonie, alle quali è stato affidato non solo il compito di ricordare quei giorni tragici per Aprilia e per tutti gli altri comuni che furono teatro di scontri tra gli eserciti contrapposti e per la liberazione di Roma da parte degli alleati. Lo scopo di queste iniziative è anche quello di tenere viva la memoria di chi ha sacrificato la vita per i giusti ideali di democrazia, giustizia e pace.

Quei momenti toccanti, richiamano alla mente le immagini dei combattimenti aspri che portano alla morte migliaia di soldati, ma la guerra rappresentò una tragedia immane anche per migliaia di famiglie, migliaia di civili che furono costretti ad abbandonare le loro case senza sapere se avrebbero mai potuto farvi ritorno. Per alcuni significò anche assistere inermi alla perdita dei propri cari, che in quei tragici giorni trovarono la morte.  Per la città di Aprilia, inaugurata solo da pochi anni, i giorni successivi allo Sbarco di Anzio del 22 Gennaio 1944, significarono infatti morte e distruzione. La città devastata divenne teatro di scontro tra esercito tedesco e anglo americani. Migliaia di civili furono costretti a sfollare, a riparare in altre città o addirittura in altre regioni per aver salva la vita, lasciando qui tutto ciò che possedevano. Molti civili non furono così fortunati: la guerra fece irruzione all’improvviso nella loro esistenza e sotto i bombardamenti trovarono la morte prima ancora di aver chiaro quale immane tragedia stava per abbattersi su di loro.

Loreto Gentilucci e Antonio Renzi, sono il simbolo di quel sacrificio involontario che toccò anche ai civili in quei drammatici giorni. La morte li sorprese mentre stavano lavorando all’interno di un casale nell’area Caffarelli di Aprilia. Morirono sotto i bombardamenti, Loreto Gentilucci si spense il 25 Gennaio; Antonio Renzi il 26 Gennaio 1944. A distanza di ottanta anni, avvertiamo forte il bisogno di conservare il ricordo di questi due uomini, due lavoratori, due padri di famiglia. Vogliamo che il loro sacrificio, che la grave perdita che ha toccato le loro famiglie, non siano state vane. Vogliamo che la memoria di quei giorni rechi loro l’onore che meritano e porti tra le nuove generazioni quel messaggio di pace che come istituzioni abbiamo la volontà e il dovere di veicolare”.

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