Ex Banca d’Italia e Garage Ruspi all’Università, la nota della Ciolfi

La capogruppo del Movimento 5 Stelle critica le scelte dell'amministrazione ed invita i consiglieri a non approvare la proposta

«L’accordo tra Comune e Università per la concessione in uso a quest’ultima dell’ex Banca d’Italia e dell’ex Garage Ruspi testimonia ancora una volta l’incapacità di questa amministrazione di “fare”, al di là degli slogan da campagna elettorale e dei proclami di qualche assessore». Lo dichiara il capogruppo del M5S, Maria Grazia Ciolfi, per cui la cessione dei due immobili alla Sapienza, approvata ieri in giunta, «è la strada più facile da percorrere, non certo la decisione rivoluzionaria sbandierata dalla Sindaca». «Il “governo del fare” – afferma Ciolfi – sa solo abdicare a qualsivoglia forma di gestione della cosa pubblica. Come Movimento siamo favorevoli alla crescita del polo universitario nella nostra città e all’apertura di nuove facoltà, ma questo non significa concedere gli edifici del patrimoniocomunalesenza un bando di gara e,soprattutto, se per quegli immobili sono stati impegnati ingenti fondi pubblici per l’acquisto o la riqualificazione,con delle destinazioni diverse ab origine».

Rispetto alla Banca D’Italia la consigliera condivide la proposta di cederne una parte all’Università, ma con destinazione d’uso a biblioteca pubblica: «Latina non ha una struttura adeguata per una comunità che nel capoluogo conta 130mila abitanti – sottolinea Ciolfi – e l’edificio in piazza della Libertà sarebbe ideale per architettura, importanza e centralità. Ricorda la New York Public Library, dove non solo i giovani universitari, ma i cittadini di tutte le età possono nutrirsi di cultura». «Per quanto riguarda il Ruspi la destinazione d’uso legata al finanziamento di 1,8 milioni deve essere rispettata, altrimenti saremo costretti a restituire questi soldi pubblici. Pertanto, dovrà essere sala per esposizioni temporanee e coworking. Davvero l’Università è l’interlocutore più adatto ai fini di questo utilizzo?» si chiede la consigliera. «In Italia abbiamo Fondazioni d’Arte e Cultura da far impallidire il resto del mondo: pensiamo solo alla Fondazione Nicola Del Roscio, il cui presidente appunto Nicola Del Roscio è presidente anche delCyTwombly Foundation,già attivo sul nostro territorio con importanti donazioni all’ex ospedale M. Di Liegro di Gaeta, avendo la città di Gaeta ospitato il grande artista statunitense dagli anni ‘90 fino alla sua scomparsa nel 2011. Ce ne sono tante, di calibro anche internazionale e con mission focalizzate sull’arte, che se coinvolte potrebbero creare circuiti virtuosi per la nostra città in campo culturale ed economico imprenditoriale». 

«Purtroppo ancora una volta ci troviamo di fronte a un’amministrazione che non riesce ad andare oltre lo slogan, dimostrando di non possedere capacità di visione al futuro né quella di distinguere il percorso accademico dall’arte e dalla cultura. Forse perché arte e cultura non rientrano proprio nelle corde della destra che ci sta amministrando». Ciolfi chiude con un appello alla maggioranza: «Quando ci sarà da discutere e approvare la delibera in consiglio comunale, i consiglieri del centrodestra si oppongano a questa scelta sbagliata nella sostanza e miope nella visione».

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